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Il Parco » Due parole con...
Due parole con...
il Direttore, Nino Martino
intervista rilasciata a Cristina Contento per il Corriere delle
Alpi il 19 ottobre 2006
Un 2006 difficile.
Si l'anno che si conclude è stato uno dei peggiori per la storia dei
parchi
nazionali italiani.
Il Governo, nella passata Legislatura, ha bloccato la cassa degli enti pubblici,
Nel 2005 l'aveva fatto anche per le Regioni, che hanno ricorso alla Corte Costituzionale,
vincendo.
E i parchi?
Noi siamo parte integrante della Pubblica Amministrazione dello Stato, quindi
non possiamo fare ricorso contro noi stessi, questa è l'ironia della sorte.
Quindi cosa è successo?
Ci siamo trovati in una situazione a dir poco kafkiana.
Per molti anni han parlato delle Dolomiti Bellunesi come uno dei parchi che produceva
molto, Che sapeva spendere le risorse. Il 2002, poi è stato l'anno della
grande fatica per la struttura dell'Ente. L'allora presidente Bonan voleva che
si raggiungesse il massimo di risultati per il decennale del parco. E la grande
capacità del poco personale dell'Ente diede il meglio di se.
Il decennale andò bene.
Si davvero. Furono inaugurate decine e decine di strutture, completando lavori
ed iniziative.
E non è stato un bene?
Certo che si e qui che succede l'ingippo. Arriva la legge finanziaria e blocca
la cassa degli enti al 104,5% di quella del 2003. Ma il parco nel 2003 aveva
speso pochissimo, perché li aveva spesi tutti nel 2002!
Quindi come nella battuta sulla statistica, il pollo è mediamente cotto
anche se lo hai dimenticato a bruciare su un solo lato, siamo diventati un parco
che non può spendere.
Ma essendo un'Amministrazione dello Stato, decidono a Roma
Certo sui fondi trasferiti dal Ministero dell'Ambiente nessuno ha nulla da eccepire.
Ma quando vengono bloccate risorse dell'Unione Europea, della regione veneto
o peggio della Fondazione CariVerona o di LatteBusche, beh allora io ritengo
che qualcuno sbagli.
E cosa avete fatto?
Guarda a Roma c'è chi non mi risponde più neanche al telefono,
tanto li abbiamo tormentati.
Davvero?
E già. Ma quel che conta è il risultato.
Perché ce ne son stati?
Mah per il momento solo a parole. Il Presidente De Zordo ha scritto al Ministro
Pecoraro Scanio che si è molto impegnato in materia. Nella Finanziaria
c'è un articolo che sblocca la cassa dei parchi.
Allora tutto bene?
Sai com'è la gattina frettolosa fa i gattini ciechi. Hanno sbagliato il
riferimento e manca un comma. Comunque in Federparchi hanno accolto il nostro
lavoro e le proposte del nostro parco son divenute quelle di tutti i parchi italiani.
Staremo a vedere. Ora il testo è alla commissione bilancio della Camera.
Quindi come si prospetta il 2007?
Sai se ci sbloccano la cassa passiamo da 2 a 5 milioni di bilancio, senza contare
che abbiamo chiesto risorse straordinarie alla Regione per realizzare il nostro
programma di opere pubbliche triennale.
Cioè?
L'orto botanico in val Brenton, la casa delle farfalle in val Canzoi, la ristrutturazione
del giardino di Villa Binotto, la realizzazione di un'area per i camper a Candaten.
E per la valle del Mis e le miniere di valle Imperina?
Due schede specifiche. Per la valle del Mis in questi giorni, inoltre, partirà il
bando per il concorso di idee per la riqualificazione di tutta l'area della val
Falcina, di proprietà dell'Ente.
Per le miniere. In questi giorni abbiamo firmato l'accordo con il comune di Rivamonte
Agordino per la gestione dell'Ostello. In cui realizzeremo anche attività di
ristorazione tipica. Se la Regione ci finanzierà la scheda per la messa
in sicurezza delle gallerie, allora davvero l'intervento si avvierà alla
conclusione.
La gente si chiede cosa ci farete
I lavori straordinari sono sotto gli occhi di tutti. Il Parco ha investino oltre
un milione e mezzo di euro in valle Imperina. Il resto sono risorse europee.
Va detto che l'impegno della Regione ha garantito davvero la riqualificazione
di quel sito. Io credo di poterlo dire a gran voce, visto che ho firmato la prima
richiesta ed il primo progetto per le miniere. Poi l'impegno operativo della
Comunità montana agordina ne hanno garantito la realizzazione. E qui va
detto che senza l'impegno culturale di persone come l'ing. Sabedotti e tanti
altri, forse avremmo ancora solo un mucchio di detriti.
Poi noi tutti dobbiamo sapere che la valle Imperina non sono le miniere di sale
di Hallein. Allora il villaggio minerario, con anche le gallerie visitabili,
deve essere un centro culturale e di ospitalità di tutto l'Agordino.
Penso che si dovrebbe riqualificare qualche immobile anche per dare ospitalità di
buon livello, oltre all'ostello che comunque è uno dei più belli
d'Italia.
E il parco?
Inanzitutto sposterei il centro visitatori? Mai visto che la biglietteria sia
alla fine dei binari in stazione? I forni fusori devono essere il cuore espositivo
e quindi il punto di informazione sulle Dolomiti Bellunesi e le sue miniere va
posto all'inbgresso del sito. Così liberiamo anche una struttura che potrebbe
essere un'ottima sala convegni.
E il ruolo del comune?
Guarda il comune di Rivamonte Agordino ha un rapporto di amicizia col Parco.
Natale Da Ronch è persona squisita sul piano umano e disponibile su quello
amministrativo. Io credo che la gestione del sito dovrà riconoscere la
centralità del Comune, proprietario di tutta l'area. Del resto l'Amministrazione
comunale ha chiesto l'allargamento dei confini del Parco proprio a tutta la valle
Imperina. Non è certo un caso, direi.
Ecco parliamo proprio di perimetrazione
Guarda abbiamo rapporti molto proficui con i comuni di Arsiè e di Agordo
che si sono manifestati disponibili concretamente ad esaminare proposte di allargamento
dei confini. Con Agordo, in particolare, si porrebbero le basi per una maggiore
presenza sul versante settentrionale, dove ci sono valori eccezionali da tutelare.
Immagina solo una gestione della valle Imperina concordata tra il Parco ed il
comune di Rivamonte Agordino, ma magari anche la provincia e la regione, i comuni
di La Valle e di Agordo. sarebbe davvero la logica conclusione di un progetto
formidabile.
Ma non sarebbe un pò difficile da gestire?
Guarda io diffido profondamente dello Stato imprenditore. Pensavo ad un organismo
di indirizzo sulle scelte di fondo, con una gestione tipicamente privata. E'
ora di mettere a reddito i lavori realizzati. Ogni volta che firmo un progetto
o una determina penso che sono i soldi delle nostre tasse. Credo che la gente
si aspetti anche una gestione economica in equilibrio.
Ma ci sono casi di parchi che guadagnano?
Guarda i parchi sono enti pubblici non economici. per scelta del Legislatore
siamo di utilità pubblica. Quindi il nostro obiettivo è conservare
la natura ed il territorio, le tradizioni, l'aria e l'acqua pulite. Non dobbiamo
far soldi. Ma questo non toglie che ogni dirigente pubblico deve pensare al bene
del Paese. Più soldi troviamo da privati o guadagniamo, più cose
facciamo senza bisogno di ulteriori risorse pubbliche, che quindi saranno disponibili
per altri investimenti utili alla società.
Comunque all'Asinara o alle Cinque Terre, così come in Val di Cornia,
la gestione del Parco produce molte risorse.
E alle Dolomiti bellunesi? Guarda proprio questo mese di ottobre
su Nuova Ecologia siamo citati come uno dei tre migliori parchi italiani. Non
mi lamento proprio. Quest'anno siamo usciti
sul Corriere della Sera e sul Sole 24Ore, su Plein Air ed Airone, su Alp. I colleghi
direttori sono invidiosi, Il 31 a Roma il Ministero dell'ambiente c'è proprio
una riunione per approfondire le iniziative dei parcdhi più dinamici d'Italia.
E noi ci siamo.
Ma sul piano finanziario? Guarda siamo uno dei parchi che ha
la miglior performance di autofinanziamento. In dieci anni circa il 60-70% delle
nostre risorse proviene da fondi diversi
che dal trasferimento statale. Tutte risorse investite sul territorio bellunese,
che senza il Parco probabilmente non sarebbero mai arrivate tra questi bellissimi
monti, un pò lontani dai centri del potere politico. Sia statale sia regionale.
Torniamo alla perimetrazione. Che succede?
E' una vicenda lunga e complessa. Ho trovato anche questa "patata bollente" sulla
mia scrivania. Abbiamo provato a risolverla, con pazienza, con tenacia. Mentre
molti premevano per chiuderla e basta.
Ci è voluto un anno
Guarda per fare una tesi di laurea decente ce ne vogliono due. All'Università i
miei studenti fanno tesi decenti o vanno da un altro prof. I confini del Parco
sono una cosa seria, non si poteva risolvere il tutto in dieci giorni. Abbiamo
fatto decine e decine di incontri con i tecnici di tutti i comuni, con gli amministratori.
Il Presidente De Zordo ed io siamo stati da tutti i Sindaci dei dintorni. Oggi
abbiamo una revisione dle perimetro che pur senza essere il perimetro che noi
tecnici avremmo scelto è una buona cosa in quanto condiviso dalle amministrazioni
del territorio.
Manca Belluno
Purtroppo le elezioni prima ed il lutto dopo non hanno reso le cose semplici.
L'Amministrazione comunale di Belluno ha chiesto un pò di tempo. Il Consiglio
Direttivo del Parco glielo ha concesso.
Ma la Comunità del Parco aveva stabilito una data
Certo. il 30 settembre. Con un pò di ritardo ma stiamo rispettando a pieno
la volontà della Comunità. Spero che il Comune di Belluno presenti
una proposta condivisibile. La proposta di perimetrazione venuta da alcuni comuni è troppo
vicina alle esigenze di pochi cittadini e molto lontana dalle necessità di
tutela dell'area protetta. Non si può pensare di cambiare il confine di
un parco nazionale per far contente poche persone. Il mandato politico è chiaro.
Riperimetrare localmente per sole esigenze di leggibilità del perimetro.
Mi pare che ci sia chi giochi al rialzo e chi non dica tutto quel che pensa.
Non possimao mica vivere in una fase di riperimetrazione continua. Se mandiamo
a Roma una proposta poi deve passare. Troppo facile pensare di bloccarla o di
farla divenire più permeabile in altra sede.
Altrimenti?
E' un serio problema politico. Il Consiglio Direttivo deciderà il da farsi.
Noi tecnici abbiamo lavorato sodo per evitare di finire sui giornali del mondo
come il parco che lavora e che viene ridotto di confini, senza motivazioni serie.
Non tutte le amministrazioni locali lavorano in piena sinergia col parco. Ci
son lavori pubblici che si bloccano in alcuni comuni, per mesi e mesi. Ci son
autorizzazioni che mancano. Pratiche che non si chiudono mai. E' un continuo,
sottile, braccio di ferro. Ma la leale collaborazione tra amministrazioni pubbliche è un
principio costituzionale, vale per tutti, di qualunque colore politico o luogo
di nascita.
C'è chi non è convinto dell'utilità del parco
Certo. Ogni limite imposto per il bene comune è inviso a qualcuno. I bambini
mangerebbero tutte le caramelle del negozio. Gli uomini consumerebbero tutte
le risorse del pianeta. E poi? mangeremmo cosa? respireremmo come? In democrazia
ognuno è libero di esprimersi. Il Parlamento della Repubblica ha investito
risorse sui parchi, speranza per un futuro migliore. Poi, diciamola tutta, chi è contro
il parco? Alcuni bracconieri che parlano al bar? Mi par fisiologico. I cacciatori
seri ed i pescatori coscienziosi sanno che la tutela attiva di questi territori è un
bene anche per esercitare la loro passione. Queste montagne sono uno scrigno
di biodiversità, non appartengono a nessuno di noi, sono un bene dell'Umanità.
Del resto la Provincia di Belluno è candidata a divenire in gran parte
Patrimonio dell'Umanità, nel World Heritage dell'Unesco, con tutto il
Parco dentro. Mi pare che il percorso sia coerente. Il territorio d'eccezione è quello
dei SIC e delle ZPS. I valori certificati son quelli. E lo dice la Regione Veneto
e l'Unione Europea.
Dopo quansi due anni che sei tornato alla direzione del parco, sensazioni,
problemi? Guarda io ho tanti amici bellunesi. E' una terra difficile
ma molto bella. La
gente è dura. Ma se ti apre il cuore è per sempre. In ufficio ho
un'ottima squadra. Molto invidiata per la capacità di lavoro e di finalizzazione
degli obiettivi. Certo se come mi auguro ci sbloccheranno la cassa 13 persone
son davvero pochine. Soprattutto se si pensa che ci sono amministrazioni pubbliche
elefantiache in giro. Ma ci daremo sotto lo stesso! Poi occorre dire che la grande
umanità di Guido De Zordo è un valore molto importante per noi.
Senza dimenticare che Cesare Lasen e Valter Bonan ci sono sempre vicini con la
loro esperienza e passione per il territorio. Insomma difficile lavorare in un
posto migliore.
Ma Guarda tutto è perfettibile e tutti noi possiamo migliorare.
Ho passato un anno e mezzo a dire alla gente non abbiamo soldi. Non possiamo
mi spiace.
E' stata dura. Davvero. Spero che il Parlamento, senza distinzioni di schieramento
politico, capisca che i parchi debbono essere lasciati liberi di operare, soprattuto
con risorse che nulla c'entrano col risparmio della spesa pubblica.
Una speranza per il 2007 Mi piacerebbe che molta gente considerasse
il parco come la grande opportunità che è e
non solo per il presunto aspetto di vincolo. Penso a quanti, agricoltori commercianti
artigiani, lo han già capito con il grande successo del circuito Carta
Qualità.
Ma vincoli ce ne sono? Guarda nel 2006 abbiamo dato 3 pareri
ad opere o attività da realizzare!
Chi dice che ingessiamo il territorio è in malafede, sapendo di esserlo!
Poi se vincolo è non cacciare, si c'è il vincolo. Se vincolo è non
rubateci l'acqua, ci piacerebbe avere più potere per poter evitare lo
scempio di laghi in secca mentre a valle sprecano l'acqua per irrigare mais
solo per prendere il contributo comunitario.
Una battuta finale
Il parco è un laboratorio di attività, una fucina di idee, così come
abbiamo aperto fisicamente la sede di villa Binotto con la festa d'estate dobbiamo
trovare il modo di inserire l'azione di conservazione e sviluppo che noi facciamo
nelle politiche di tutte le amministrazioni locali bellunesi. E' la sfida di
oggi.
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Invervista al Presidente;
Editoriale "Tracce" n.6;
Presentazione Progetto Life AgEmas;
Invervista al Direttore;
Invervista al Direttore per il Corriere delle Alpi;
Biodiversità;
Parco, qualità e certificazione ambientale;
La controriforma della l. 394/91;
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