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Due parole con...

il Presidente, Guido De Zordo

il Presidente, Guido De Zordo

L'esperienza italiana insegna che i Parchi, in genere, non sono sempre e subito accettati dalle popolazioni locali; a questo riguardo qual è la situazione nelle Dolomiti Bellunesi?

Si è sempre posto l'accento più sui vincoli che sulle opportunità e questo non ha certo giovato all'immagine dei Parchi; eppure quei vincoli altro non sono che le regole necessarie ad una ottimale gestione del territorio. Come i Comuni sono tenuti a dotarsi di un Piano Regolatore Generale, un'area protetta deve dotarsi di un Piano del Parco, che dà tutte le indicazioni per una corretta gestione e fruizione dell'area. Le Dolomiti Bellunesi non hanno, almeno nei primi tempi, rappresentato un'eccezione: l'istituzione del Parco Nazionale era stata accettata da molti con diffidenza, ma col passare degli anni, con l'esecuzione di molte opere che hanno comportato investimenti per svariati miliardi di vecchie lire, col radicamento dell'idea vincente di area protetta, la diffidenza ha lasciato il posto all'accettazione, alla condivisione, all'interesse e, in molti casi, anche all'entusiasmo. Certo non possiamo ancora dire che tutti i bellunesi abbiano superato l'iniziale diffidenza, ma possiamo serenamente affermare che una netta maggioranza condivide i valori e gli indirizzi del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi.


Il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, pur essendo tra i più giovani Parchi italiani, ha ormai 13 anni di vita alle spalle e un'attività consolidata, può illustrarci le prospettive per il futuro?

Chiusa la partita di confini certi e condivisi, due sono gli obiettivi cui guardare: da un lato l'istituzione delle aree contigue, dall'altro l'ampliamento del Parco con l'inserimento di nuove aree e, magari, anche di altri Comuni che lo desiderino. Contestualmente si rende necessario far acquisire una maggiore visibilità al Parco: la strada, peraltro già intrapresa, è quella di potenziare ulteriormente i prodotti e i servizi di "Carta qualità", interagendo non solo con la pubblica Amministrazione, ma anche con i privati cittadini. E in questa direzione vanno le "Feste del Parco" che, dopo la prima edizione del 2005, verranno ripetute quest'anno a Malga Pramper, in Comune di Forno di Zoldo, e nel giardino di Villa Binotto a Feltre, sede dell'Ente Parco. Non vanno poi dimenticate, tra le prospettive per il futuro, il completamento del nuovo centro visitatori di Belluno e la realizzazione del centro di educazione ambientale in località La Santina, in Val Canzoi.


Ci dia anche Lei 3 buoni motivi per visitare il Parco.

  1. Paesaggi da fiaba con alta probabilità di incontri ravvicinati con caprioli, cervi, camosci, marmotte e tutti gli altri rappresentanti della fauna alpina.
  2. Possibilità di acquistare prodotti tipici della montagna, dai sapori genuini.
  3. Presenza capillare di rifugi, malghe e bivacchi, che in qualche modo raccontano la storia dell'incontro dell'uomo con la montagna.

 

 

 

 

 

 

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