Il Parco » Studi
e ricerche Abstracts
Codice: A1
Titolo: Uccelli e Mammiferi del Parco e delle aree immediatamente limitrofe.
Ricercatore: M.Cassol
Anno: 1995
Primo quadro delle conoscenze riguardo alcuni gruppi di fauna vertebrata (Uccelli
e Mammiferi) ritenuti particolarmente significativi. L'indagine ha preso in
esame territori del Parco e della cosiddetta fascia di preparco, in modo da
poter ottenere un quadro della zoocenosi dell'area nel suo insieme. Il lavoro
si divide in due sezioni, una riguardante gli Uccelli e l'altra riguardante
i Mammiferi. Ogni sezione è composta da banca dati bibliografica, indice
località-specie e l'atlante delle diverse specie. Tuttavia il lavoro
necessita di ulteriori ricerche e approfondimenti per poter definire in modo
più preciso le diverse specie e le località in cui esse sono
presenti.
Codice: A2
Titolo: Indagine preliminare sui popolamenti a coleotteri geoadefagi nell'area
di studio La Varetta.
Ricercatore: R.Pizzolotto
Anno: 1995
Ricerca di ecologia di campagna con lo scopo di studiare i coleotteri geoadefagi
presso il sito La Vareta, località situata lungo i versanti meridionali
del monte Talvena. L'interesse verso questo gruppo è stata determinata
dal fatto che i Coleotteri Carabidi sono degli ottimi indicatori ambientali
E' ampiamente documentata (Thiele, 1977) la correlazione tra i loro raggruppamenti
di specie ed i principali fattori biotici ed abiotici che caratterizzano gli
ambienti in cui vivono. Il campionamento è stato effettuato rivolgendo
attenzione al prato-pascolo, poiché rappresenta l'ambiente che più caratterizza
la fisionomia dell'area, e perché si è ritenuto l'elemento più "critico" del
paesaggio della conca per quanto riguarda il suo rapporto con la serie altitudinale
delle fasce bioclimatiche. La fauna censita ammonta complessivamente a 26 specie,
un numero inferiore a quanto riscontrato nella Busa delle Vette (Brandmayr
e Pizzolotto, 1989) dove, tuttavia, le ricerche sono state estese a diversi
ambienti.
Codice: A3
Titolo: Sperimentazione di metodologie per il monitoraggio delle popolazioni
di cervo e capriolo
Ricercatore: V. Mazzarone, S. Nicoloso, M. Ramanzin, P. Pedone
Anno: 1995-1996
Ricerca preliminare su due specie di ungulati all'interno del Parco. L'indagine è stata
volta al raggiungimento di quattro obiettivi particolari: definizione dei valori
di densità della popolazione di capriolo in aree campione; definizione
dei valori di densità della popolazione di cervo; analisi della distribuzione
delle due specie entro i territori del Parco, con particolare riferimento alla
definizione dei quartieri riproduttivi del cervo; predisposizione di un sistema
univoco di raccolta dati sulle due specie da parte del personale del Parco
ed analisi delle prime informazioni.
Codice: A4
Titolo: Sperimentazione di metodologie per il monitoraggio delle popolazioni
di fagiano di monte e coturnice in alcune aree del Parco
Ricercatore: P.De Franceschi, M.Catello, P.Luise
Anno: 1995
La ricerca ha permesso di raccogliere dati sulla situazione primaverile del
fagiano di monte (Tetrao tetrix) e della coturnice (Alectoris greca) all'interno
di alcune aree campione visitate durante il periodo Aprile-Giugno 1995. Per
il fagiano di monte sono state individuate 14 aree campione, in cui i censimenti
sono stati fatti a vista da punti fissi di osservazione e su transetti, con
un totale medio per tutte le aree di 66 individui. La aree individuate per
la coturnice sono soltanto due, ma con dei comprensori piuttosto ampi e molto
diversi tra loro da un punto di vista sia morfologico sia vegetazionale. Complessivamente
per la coturnice sono stati contattati 26÷32 maschi adulti in canto
e 43÷55 individui. Al termine dell'estate e in autunno si è provveduto
ad effettuare alcuni censimenti per cercare di stabilire il successo riproduttivo
del fagiano di monte.Tali visite sono state effettuate con cani da ferma in
modo da poter migliorare e rendere più complete le ricerche nel settore.
Codice: A5
Titolo: Sperimentazione di metodologie per il monitoraggio delle popolazioni
di muflone e camoscio.
Ricercatore: P.G.Meneguz e M.Ramanzin
Anno: 1995-1996
Questa ricerca è stata volta alla definizione della consistenza, densità e
struttura della popolazione: uno primaverile, nelle zone a quote più basse
in cui è accertata la presenza del muflone (Comuni di Longarone, Belluno,
Sedico, Sospirolo, San Gregorio, Santa Giustina e Cesiomaggiore), mentre gli
altri due sono stati effettuati nell'area occupata prevalentemente nella stagione
estiva (Piani Eterni). Per il camoscio le aree censite nel solo mese di Novembre
sono state quelle dei Piani Eterni, delle Vette Feltrine e della Val Vescovà.
Ai censimenti, tuttavia si affiancano numerosi dati acquisiti in regolari uscite
di monitoraggio da tesisti e personale del CTA. Si sono poi confrontati i dati
per vedere il rapporto muflone/camoscio per quanto riguarda l'utilizzo dell'habitat
e un'eventuale sovrapposizione di nicchia limitatamente alla sola area dei
Piani Eterni.
Codice: A6
Titolo: Coleotteri, Invertebrati: stato delle conoscenze.
Ricercatore: R.Pizzolotto
Anno: 1996
Biografia essenziale per la conoscenza dei Coleotteri Geodafagi delle Dolomiti
Bellunesi. I Coleotteri Geodafagi sono dei buoni indicatori del grado di conservazione
o di naturalità dell'ambiente. In relazione alla composizione delle
loro cenosi è possibile ricavare facilmente delle stime affidabili del
pregio naturalistico dell'area studiata. In questo senso una bibliografia essenziale
per la conoscenza di questi organismi ha maggiore valore applicativo se rivolta
alla conoscenza dei lavori a carattere ecologico, piuttosto che faunistico.
Vista l'esiguo numero di pubblicazioni in questo settore, la lista è stata
compilata cercando di includere quegli studi svolti in ambiti simili o riconducibili
per analogia al Parco.
Codice: A7
Titolo: Proposta di indagine sulla distribuzione e sull'ecologia delle zecche
nel Parco.
Ricercatore: AA.VV. G.Perini, D.Grazioli
Anno: 1995
L'obiettivo della ricerca era di fornire all'Ente Parco, all'ULSS, alle Amministrazioni
Comunali e Provinciali e a tutte le categorie interessate di fruitori del territorio
del Parco, una mappa di rischio per zecche, punture delle stesse e morbo di
Lyme all'interno dell'area per poi procedere alla diffusione dei risultati
stessi a fini eminentemente di prevenzione primaria. La ricerca si è articolata
su diverse linee: campionamenti tramite "flagging" e identificazione
fase biologica per Ixodes ricinus in sette aree della zona di Candaten, ogni
15 gg. da marzo a dicembre; campionamento in 24 zone diverse e rappresentative
dell'intero territorio del Parco; cattura di 38 micromammiferi nella zona di
Candaten e loro invio all'Istituto di Patologia Veterinaria dell'Università di
Milano; ricerca di ceppi di Borrelia nelle zecche e nei micromammiferi. I risultati
hanno portato all'identificazione delle zone di maggior rischio mettendo in
evidenza picchi di infestazione nell'arco dell'anno, le quote di massima densità e
le tipologie vegetazionali maggiormente colpite.
Codice: A8
Titolo: Ricerca bibliografica sui popolamenti degli animali acquatici compresi
nell'area del Parco Nazionale delle Dolomiti e della provincia Bellunese.
Ricercatore: Aquaprogram
Anno: 1996
La conoscenza delle diverse specie presenti nel territorio permette di porre
le basi per la conservazione della biodiversità, grazie anche all'applicazione
di metodi di gestione ambientale idonei a realizzare una buona integrazione
tra uomo e ambiente naturale. Relativamente alla fauna ittica e alla pesca,
questo obiettivo può essere perseguito adottando un livello gestionale
che garantisca la protezione e il recupero delle specie ittiche originali;
ciò si può ottenere adeguando il prelievo alla capacità produttive
dei diversi corpi idrici e vietando al contempo l'immissione di specie ittiche
estranee alla comunità locale. In un'ottica di pianificazione gestionale
il Parco attiverà anche un piano di recupero delle comunità ittiche
a partire dalle aree di maggior valenza naturalistica e un piano di monitoraggio
per il controllo dell'evoluzione della situazione generale dei popolamenti,
disponendo inoltre un regolamento provvisorio per l'attività di pesca.
Codice: A9
Titolo: Indagine sulle popolazioni di capriolo, cervo, camoscio e muflone nel
Parco.
Ricercatore: M.Ramanzin, V.Mazzarone, P.Meneguz, S.Nicoloso
Anno: 1997
Questo lavoro comprende le indagini condotte nel 1996, nel quadro delle ricerche
promosse nel Parco per un approfondimento diretto alla valutazione delle caratteristiche
quantitative e qualitative delle popolazioni di capriolo, cervo, camoscio e
muflone. Ciò sia considerandone la variazione distributiva, sia considerando
le ripercussioni che i cambiamenti quantitativi possono provocare nei rapporti
inter-specifici, nel diverso utilizzo degli habitat, nell'impatto sulla vegetazione,
nel conseguente, possibile, problema dei danni, etc. Gli argomenti dell'indagine
sono stati: predisposizione di un sistema univoco di raccolta dati sulle specie
in studio, e di un sistema di geo-referenziazione e analisi delle informazioni;
analisi di distribuzione delle specie con particolare riferimento alla definizione
dei quartieri riproduttivi del cervo e della distribuzione stagionale del muflone;
definizione dei valori di densità struttura e consistenza indicativa
delle diverse popolazioni e avvio di un'indagine sulla possibile competizione
fra muflone e gli altri ungulati, con particolare attenzione al camoscio.
Codice: A10
Titolo: Indagine sui popolamenti ittici dei corsi d'acqua compresi nel territorio
del Parco.
Ricercatore: Aquaprogram
Anno: 1997
Con tale indagine si è acquisita una conoscenza di ampio respiro sulla
situazione ittiofaunistica dei principali corsi d'acqua ricadenti all'interno
del territorio del Parco; in particolare è stato effetuato uno studio
con campionamenti diretti per una valutazione dello stato attaule dei popolamenti
ittici presenti. Successivamente, in funzione dei dati raccolti o di specifiche
esigenze si potranno adottare metodologie gestionali volte alla salvaguardia
e alla tutela delle diverse specie in un determinato corpo idrico. Un livello
superiore di conoscenza, quale la gestione specifica di una particolare specie
richiede informazioni dettagliate sulla struttura e la dinamica della popolazione
, sui tassi di riproduzione, accrescimento e mortalità, etc., Questo
permette di formulare proposte operative che consentano di comprendere come
ogni specie adatta le proprie caratteristiche a fattori ambientali e che permettano
anche di prevederne il comportamento qualora fattori esterni intervengano a
modificare la stabilità della popolazione stessa.
Codice: A11
Titolo: Gallo cedrone, Fagiano di monte e coturnice in alcune aree del Parco
Ricercatore: P.De Franceschi, M.Catello, P.Luise
Anno: 1997
La ricerca si sviluppa per continuità con quella precedente che aveva
individuato già alcune zone di presenza del del fagiano di monte (Tetrao
tetrix) e della coturnice (Alectoris greca) all'interno di alcune aree campione
visitate durante il periodo Aprile-Giugno 1995. Nel corso di questo secondo
anno di ricerca è stata avviata un'indagine anche sulla situazione del
gallo cedrone (Tetrao urogallus) all'interno del territorio. I rilevamenti
e la raccolta dei dati sulle prime due specie hanno permesso di censire in
primavera e in estate il fagiano di monte e la coturnice in diverse aree campione.
I censimenti estivi, effettuati con cani da ferma, hanno confermato la bontà di
questa tecnica e la necessità di istituzionalizzare questa forma di
collaborazione. Le ricerche sul gallo cedrone hanno portato a definire per
il momento solo tre aree di presenza certa, soprattutto nel settore nord-orientale
del Parco e nelle valli limitrofe. Tuttavia ulteriori ricerche andranno effettuate
in tutte le zone in cui la specie è stat segnalata nel periodo 1990-1995
(15 siti).
Codice: A12
Titolo: Anfibi e rettili nel Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi.
Ricercatore: L.Lapini
Anno: 1995
La ricerca è frutto di un primo anno di raccolta di informazioni originali
e pregresse sulle comunità di Anfibi e Rettili che vivono nel Parco
e nelle zone limitrofe. Nell'ambito della fauna a vertebrati terragnoli sono
soprattutto gli anfibi, alcuni rettili micro e mesomammiferi a fornire le migliori
indicazioni per una completa lettura della storia naturale degli habitat terrestri
fornendo pure precise indicazioni sulla locale salubrità e sensibilità dell'ecosistema.
Il lavoro, che si propone come sintesi corologica, è quindi il primo
tentativo di sistematizzazione delle conoscenze sulla fauna erpetologica di
quest'area e dei suoi immediati dintorni. I punti che ha cercato di chiarire
questo rapporto sono quattro: quali contenutibiogeografici comunicano le singole
presenze, dove sono distribuite le diverse forme censite, come sono strutturate
le locali erpetocenosi e a quali tentenze ecologiche e biogeografiche esse
complessivamente obbediscono. Esso include anche una lista provvisoria dei
dati bibliografici e museali esistenti
Codice: A13
Titolo: Indagine sulla presenza della lince nel Parco.
Ricercatore: S,Mayr, M.Catello
Anno: 1996-1997
La ricerca si inserisce nell'ambito degli studi sulla lince in corso in diverse
aree della catena alpina, in quanto questo mammifero è caratterizzato
da grande mobilità e da home range di considerevoli dimensioni. La ricerca
ha avuto inizio nel corso dell'estate 1996 con una serie di sopralluoghi preliminari
nei vari settori del Parco, mentre a partire dal novembre dello stesso anno
si è articolata in una fase intensiva di ricerca sul campo protrattasi
fino al maggio del 1997. Nel tardo autunno del 1997 è stato effettuato
con successo un primo tentativo di ricerca in contemporanea degli indici di
presenza della specie. L'indagine sulla presenza della lince nel territorio
ha permesso di approfondire vari aspetti interessanti per una corretta strategia
locale di gestione della specie: distribuzione della lince nel Parco e nelle
zone limitrofe; tentativo di stima del numero degli esemplari presenti; indicazioni
sul comportamento alimentare e individuazione delle probabili direttrici di
movimento della specie tra i vari settori del Parco.
Codice: A14
Titolo: Indagine sulla microteriofauna del Parco.
Ricercatore: R.Luise
Anno: 1997
La ricerca costituisce un aggiornamento al lavoro avviato nel 1995 con la
realizzazione di campionamenti di micromammiferi che ha interessato il settore
occidentale del Parco. Le catture effettuate nei territori nordorientali nel
1996 rappresentano un ulteriore tassello verso la conoscenza della microteriofauna
di quest'area. Si comincia dunque a delineare un quadro organico delle specie
dei mammiferi che gravitano in questo distretto montano. I dati riportati non
sono ancora da considerarsi esaustivi, tuttavia nel loro insieme essi vanno
a formare un punto di riferimento articolato e attendibile. Il lavoro contiene
la caratterizzazione delle microteriocenosi delle distinte tipologie ambientali
nonché l'inquadramento ecologico delle varie specie censite, con l'elaborazione
grafica aggiornata rispetto a quelle già presentata nella relazione
precedente.
Codice: A15
Titolo: Campionamento microfaune acquatiche: annotazioni geologiche
Ricercatore: L.D'Alberto
Anno: 1997
Per poter campionare la microfauna acquatica nel territorio occidentale del
Parco si è ritenuto necessario acquisire informazioni geologiche utili
per la scelta delle sorgenti campione. Il lavoro ha considerato diversi aspetti
e si articola in : nuove osservazioni e dati di supporto alla ricerca sulle
microfaune invertebrate; analisi chimico-ficiche dell'acqua di alcune sorgenti,;
alcune osservazioni di aggiornamento ad altre sorgenti precedentemente visitate;
descrizione di altre sorgenti escluse dal censimento del 1996. E' stato valutato,
inoltre, il drenaggio sotterraneo nell'area occidentale del Parco. Di ogni
sorgente è stato ricavato dalla cartografia il bacino topografico (o
idrologico) e da elementi geologici quello idrogeologico. Con il bilancio idrologico
si è tentato di ricavare l'estensione del bacino di alimentazione: ne è emerso
che in genere l'estensione del bacino topografico è insufficiente per
il regime delle sorgenti in esame, mentre quello idrogeologico è troppo
vasto.
Codice: A16
Titolo: Indagine sui popolamenti ittici dei corsi d'acqua nel territorio del
P.N.D.B. (approfondimenti)
Ricercatore: Aquaprogram
Anno: 1997
Il presente lavoro vuole continuare la ricerca iniziata nel 1996 sullo stato
dei popolamenti ittici che aveva messo in evidenza tre diversi ordini di problemi
che influenzano negativamente le situazioni ittiofaunistiche: modificazioni
e realizzazione di sbarramenti che impediscono la libera circolazione dell'ittiofauna;
l'elevata artificializzazione di alcune popolazioni di trota fario; l'inserimento
di specie alloctone a discapito delle specie originarie. Il lavoro è stato
attivato per verificare e meglio valutare le dimensioni e il reale effetto
di alcuni di questi aspetti; in particolare cioè dell'elevata artificializzazione
delle popolazioni di trota fario e della presenza di popolazioni di specie
salmonicole alloctone e dei loro effetti sulle originarie popolazioni salmonicole
presenti nei corsi d'acqua dell'area. I corsi d'acqua indagati sono stati:
T. Caorame, a nord del lago della Stua, T. Stien, a monte di Sas Sbregà;
T. Soffia e il T. Val dei Salet per tutto il loro corso.
Codice: A16 bis
Titolo: Indagine sui popolamenti ittici dei corsi d'acqua nel territorio del
P.N.D.B.
Ricercatore: Aquaprogram
Anno: 1998
Le indagine e gli approfondimenti effettuati nelle campagne precedenti avevano
permesso di stabile che vi è un'elevata artificializzazione delle popolazioni
salmonicole all'interno del Parco e che ciò era riferibile in parte
alla alterata struttura di popolazione in cui si trovano alcuni gruppi e al
patrimonio genetico che contraddistingue le diverse popolazioni. Per recuperare
la situazione di degrado della comunità ittica salmonicola si è deciso
di vietare la pesca nelle situazioni faunistiche di maggior pregio per consentire
una naturale strutturazione delle relative popolazioni ittiche e, per le acque
dove è possibile, limitare il prelievo alieutico solamente alla parte
relativa al "surplus produttivo", eliminando le immissioni di materiale
ittico che sono alla base delle situazioni di alterzione presenti.
Codice: A17
Titolo: La fauna acquatica delle sorgenti del P.N.D.B. settore: Vette Feltrine,
Pizzocco, brendol
Ricercatore: B. Sambugar e S. Ruffo
Anno: 1997
Oggetto della presente indagine è quello di fornire una base conoscitiva
sulla fauna acquatica di 12 sorgenti del Parco che includa tutti i gruppi tassonomici
di rilievo, in modo tale da disporre di un quadro faunistico e biogeografico
della fauna sorgentizia. Si intende quindi quantificare la biodiversità di
tali ambienti e fornire anche valutazioni ecologiche classificando le sorgenti
in biotipologiche e correlando i dati faunistici con quelli idrogeologici e
chimico-fisici delle acque. Per ogni sorgente si riportano i dati geografici
e descrittivi generali, facendo riferimento per molti dati alla precedente
ricerca sul censimento delle sorgenti (D'Alberto, 1997). I dati rilevati sono
suddivisi in tre tabelle; la prima riporta i popolamenti rinvenuti nelle 13
sorgenti campionate, la seconda tabella riporta i dati faunistici con la determinazione
tassonomica, ma il numero dei dati è inferiore alla tabella uno per
l'impossibilità di definire in modo sicuro neatidi di insetti o stati
immaturi di acari, mentre la terza tabella indica la similarità tra
campioni.
Codice: A18
Titolo: Studio e censimento dei Lepidotteri diurni nel P.N.D.B.
Ricercatore: E. Negrisiolo, F. Calore
Anno: 1997
Nel 1997 si sono avviati tutta una serie di campionamenti sulle comunità di
lepidotteri che vivono nel territorio del Parco in diverse località con
quote che variano da 593 a 1994m s.l.m.. Il risultato di queste uscite è stato
la cattura di circa 900 esemplari di lepidotteri diurni appartenenti a 61 differenti
specie di farfalle della superfamiglia Papilionoidea. I dati accumulati hanno
consentito di attuare alcune considerazioni, che tuttavia necessitano ancora
di approfondimenti, soprattutto per quanto riguarda i campionamenti nella parte
più settentrionale del Parco. Le 61 specie sono rappresentative di tutte
e quattro le famiglie che formano la suddetta superfamiglia, sebbene la famiglia
Lycaenidae è per il momento sottorappresentata. Particolarmente ricca
di lepidotteri papilionoidei è la località di Pian d'Avena dove
sono state raccolte più di 30 differenti specie.
Codice: A19
Titolo: Conservazione del re di quaglie (Crex crex) nel territorio del P.N.D.B.
Ricercatore: U.Gallo, M.Cassol, Orsi
Anno: 1997
Il presente studio intende delineare un primo quadro conoscitivo delle popolazioni
del Re di quaglie all'interno del territorio del Parco e nella aree limitrofe,
al fine di attivare specifiche azioni per la conoscenza e la tutela di questa
importante specie e del suo habitat. Il documento è organizzato in tre
capitoli principali. Nel primo vengono fornite notizie di carattere generale
inerenti la biologia della specie, la distribuzione, le dinamiche di popolazione
etc. Nel secondo capitolo si entra nel merito delle caratteristiche della popolazione
che vive all'interno del Parco e nei territori immediatamente limitrofi, riassumendo
le conoscenze pregresse, illustrando i risultati delle indagini più recenti
ed effettuando prime considerazioni di sintesi in merito al comportamento della
specie in quest'ambito. Nell'ultima parte, infine, vengono descritte le misure
di conservazione a livello europeo e nazionale, effettuando alcune proposte
operative per la conservazione all'interno del Parco.
Codice: A20
Titolo: Censimenti estivo-autunnali di fagiano di monte e coturnice in alcune
aree campione del P.N.D.B.
Ricercatore: M. Catello
Anno: 1998
Questa ricerca rientra nel filone delle ricerche precedenti sul fagiano di
monte e sulla coturnice; in questo caso è stato sfruttato il metodo
del censimento con i cani da ferma. I risultati nel complesso indicano una
situazione stazionaria rispetto ai dati raccolti durante i lavori precedenti.
Tuttavia è ancora necessaria un'analisi dei dati che prenda in considerazione
non solo la consistenza delle popolazioni ma anche il rapporto con la selvicultura
e l'ambiente, anche effettuando dei rilievi vegetazionali presso tutti i siti
di localizzazione di queste due specie. La superficie totale censita è stata
di 210 ha. Sono stati localizzati complessivamente 34 esemplari di fagiano
di monte e 14 di coturnice, costituendo una densità media di individui
di16, 2/100ha nel primo caso e di 7,8 individui/100ha nel secondo caso. Per
quanto riguarda questa specie nel '98 si è registrato un aumento significativo
della densità estiva rispetto al'97: da 3,6 a 7,8 individui /100ha.
Codice: A21
Titolo: Fagiano di monte, coturnice, gallo cedrone e francolino di monte nel
territorio del P.N.D.B.
Ricercatore: P. De Franceschi e G. De Franceschi
Anno: 1998
Durante il 1998, la ricerca si è sviluppata attraverso censimenti primaverili
ed estivi sul Fagiano di monte (Tetrao tetrix) e sulla Coturnice (Alectoris
graeca), è continuata con il rilevamento delle caratteristiche vegetazionali
degli ambienti frequentati in primavera dal Gallo cedrone (Tetrao urogallus).
Durante l'estate e l'inizio dell'autunno, la ricerca si è estesa a comprendere
anche il Francolino di monte (Bonasa bonasia) mettendo in atto dei censimenti
con il fischietto lungo alcuni percorsi campione individuati in ambienti ritenuti
validi dal punto di vista vegetazionale all'interno del Parco. In questo primo
anno, la ricerca condotta sul Francolino di monte mediante l'uso del fischietto
ha fornito scarsi risultati e molte delle aree sottoposte a controllo si sono
rivelate poco adatte allo scopo come dimostrano i pochi contatti avuti con
maschi (e/o con coppie) territoriali stanziati lungo i percorsi campione censiti.
Codice: A22
Titolo: Completamento allo studio e censimento dei lepidotteri diurni nel P.N.D.B.
Ricercatore: E. Negrisiolo, F. Calore
Anno: 1997
Seguito e approfondimento della ricerca avviata nel 1997 con tutta una serie
di campionamenti sulle comunità di lepidotteri che vivono nel territorio
del Parco in diverse località con quote che variano da 593 a 1994m s.l.m..
I diversi esemplari sono stati catturati mediante retino da farfalle e successivamente
preparati secondo le tecniche più consolidate per il gruppo I campionamenti
effettuati nelle diverse località sono stati attuati in modo da assicurare
la copertura massima della fauna presente nell'area, tenendo conto dei periodi
di fenologia delle differenti specie e dell'altitudine dei luoghi di campionamento.
Il numero finale delle specie sale da 61 del primo anno di ricerche a 96, seppure
non è stato possibile catturare gli esemplari di tutte le specie rinvenute
nell'area di studio. Le farfalle diurne presenti nel territorio del parco rappresentano
il 40% delle 240 specie segnalate per l'Italia..
Codice: A23
Titolo: La fauna acquatica delle sorgenti del P.N.D.B. settore: M.ti del Sole,
Schiara-Pelf, Pramper-Moschesin
Ricercatore: B. Sambugar e S. Ruffo
Anno: 1998
Oggetto della presente indagine è quello di fornire una base conoscitiva
sulla fauna acquatica di 15 sorgenti nella zona centrale del Parco che includa
tutti i gruppi tassonomici di rilievo, in modo tale da disporre di un quadro
faunistico e biogeografico della fauna sorgentizia. Si intende quindi quantificare
la biodiversità di tali ambienti e fornire anche valutazioni ecologiche
classificando le sorgenti in biotipologiche e correlando i dati faunistici
con quelli idrogeologici e chimico-fisici delle acque. Per ogni sorgente si
riportano i dati geografici e descrittivi generali, facendo riferimento per
molti dati alla precedente ricerca sul censimento delle sorgenti (D'Alberto,
1997). I dati rilevati sono suddivisi in tre tabelle; la prima riporta i popolamenti
rinvenuti nelle 15 sorgenti campionate, la seconda tabella riporta i dati faunistici
con la determinazione tassonomica, ma il numero dei dati è inferiore
alla tabella uno per l'impossibilità di definire in modo sicuro neatidi
di insetti o stati immaturi di acari, mentre la terza tabella indica la similarità tra
campioni.
Codice: A24
Titolo: Ottimizzazione del monitoraggio faunistico del P.N.D.B.
Ricercatore: M.Ramanzin, S.Nicoloso
Anno: 1998
Nella presente ricerca si riprendono i lavori di censimento a ungulati nel
Parco, proponendo anche un sistema di archiviazione dei dati che possa essere
velocemente e costantemente aggiornato e valido non solo per i suddetti ungulati,
ma utilizzabile per il monitoraggio di tutta la fauna. Questa ricerca quindi
contiene: la continuazione dei censimenti degli ungulati del Parco, continuazione
dello studio dei rapporti interspecifici, la produzione di carte tematiche
informatizzate a supporto del monitoraggio e il completamento del sistema di
archiviazione. Non ci sono state modifiche nelle metodologie impiegate per
i censimenti e in questa ricerca sono stati solo segnalati gli aggiornamenti
e le eventuali variazioni apportate.
Codice: A25
Titolo: Ottimizzazione del monitoraggio faunistico del P.N.D.B.
Ricercatore: M.Ramanzin, S.Nicoloso
Anno: 1999-2000
Nella presente ricerca si riprendono i lavori di censimento a ungulati nel
Parco, proponendo anche un sistema di archiviazione dei dati che possa essere
velocemente e costantemente aggiornato e valido non solo per i suddetti ungulati,
ma utilizzabile per il monitoraggio di tutta la fauna. Questa ricerca quindi
contiene: la continuazione dei censimenti degli ungulati del Parco, continuazione
dello studio dei rapporti interspecifici, la produzione di carte tematiche
informatizzate a supporto del monitoraggio e il completamento e valutazione
del sistema di archiviazione. In questa relazione, che rappresenta la conclusione
di un programma biennale, vengono discussi non solo i dati precedenti relativi
al 1999, ma anche quelli degli anni 1996, 1997 e 1998 al fine generale di fornire
indicazioni consolidate per lo sviluppo futuro.
Codice: A26
Titolo: Attività di ricerca sui tetraonidi
Ricercatore: G.Tocchetto
Anno: 2000
Una prima parte della ricerca si è basata sull'individuazione dei territori
primaverili di francolino di monte tramite l'utilizzo del richiamo o la ricerca
di escrementi sul campo. La ricerca è iniziata dove era stata rilevata
la presenza della specie. Nei territori individuati e indagati si è poi
proceduto al rilievo floristico e selviculturale effettuato dal punto di ritrovamento
delle fatte. Il francolino di monte sembra prediligere boschi di struttura
disetanea, a tratti densa ma ricca di chiarie e radure di piccole dimensioni,
che favoriscono l'instaurarsi di una certa varietà di specie nel soprassuolo
arboreo. Una seconda parte della ricerca è stata svolta con la stessa
metodologia censendo un'arena di canto e un territorio frequentato dal gallo
cedrone. I risultati di questi due siti mostrano invece grande diversità nella
composizione del sottobosco. Una terza parte ha invece interessato i censimenti
al gallo forcello il cui successo riproduttivo sembra essere in calo.
Codice: A27
Titolo: Censimenti al fagiano di monte e alla coturnice nel Parco.
Ricercatore: M.Carlin
Anno: 2000
Durante l'estate 2000 sono stati effettuati i censimenti al fagiano di monte
e ala coturnice all'interno del Parco nella aree campione "La Vareta", "Pramper" e "Monte
Serva", già monitorate negli anni precedenti. I conteggi sono stati
eseguiti adottando il metodo della battuta con uso dei cani da ferma. Per le
aree "la Vareta" e "Pramper" sono intervenuti ripsettivamenti
5 e 8 cacciatori con l'ausilio di 11 e 6 cani, mentre nell'area del "Monte
Serva" è intervenuto un solo cacciatore con l'ausilio di 3 cani.
Gli avvistamenti sono stati riportati sulle apposite schede di rilevamento.
Sono state definiti inoltre le tipologie delle aree campione e tutti i dati
relativi ai soggetti censiti sono stati integrati dal rilievo delle caratteristiche
dell'habitat. Per il fagiano di monte non sembrano emergere differenze sostanziali
tra gli adulti e la covate per quanto riguarda l'uso dell'habitat, tranne per
quanto riguarda la differenza della composizione arborea della aree (maggiore
presenza di larice con maschio adulto) e la presenza dl mirtillo, cospicua
nella aree delle femmine con covata.
Codice: A25
Titolo: Il re di quaglie nella provincia di Belluno: nuovi dati distributivi
Ricercatore: M.Cassol
Anno: 2000
Il re di quaglie è inserito nella nuova "lista rossa degli uccelli
nidificanti in Italia" come specie in pericolo a causa di una serie di
fattori fra cui, certamente, la scarsità di ambienti idonei è uno
degli elementi di più rilevante importanza. Il presente lavoro intende
delineare un primo quadro conoscitivo della situazione in provincia di Belluno,
al fine di attivare specifiche azioni per la conoscenza e la tutela di questa
importante specie e del suo habitat. Infatti in seguito al prosieguo della
ricerca è stato possibile raccogliere numerosi altri dati distributivi
relativi alla presenza del re di quaglie nel territorio provinciale. Le ricerche
hanno consentito di confermare la presenza della specie in numerose località.
I dati e i rilevamenti floristici confermano la dipendenza della specie da
un habitat con una ben precisa struttura della vegetazione.
Codice: A25
Titolo: Popolamenti ittici nei corsi d'acqua compresi nel territorio del P.N.D.B.
Ricercatore: Aquaprogram
Anno: 2000
A partire dal 1996 il Parco ha avviato una serie di studi per conoscere lo
stato generale delle popolazioni ittiche nei territori di sua competenza. Le
ricerche precedenti avevano portato all'attuazione immediata di alcune norme
per la ristrutturazione naturale della comunità, sofferenti di una situazione
di generale degrado. Grazie ad alcuni dati raccolti con il presente monitoraggio
e disponendo dei dati del passato è stato possibile formulare un'ipotesi
di prelievo di semplice applicazione, presumibilmente migliore di quella ottenibile
calcolando il surplus produttivo ittico dei diversi corsi d'acqua indagati.
La presente relazione riporta dunque le situazioni attuali nelle quali vertono
le diverse popolazioni e le stime relative alle possibilità di prelievo
nei vari torrenti dov'è consentita la pesca.
Codice: A30
Titolo: Fagiano di monte, coturnice, gallo cedrone e francolino di monte nel
territorio del P.N.D.B.
Ricercatore: P. De Franceschi e G. De Franceschi
Anno: 2000
Durante il 2000, la ricerca si è sviluppata sia proseguendo il monitoraggio
mediante censimenti sul Fagiano di monte, sulla Coturnice e sul Gallo cedrone,
sia con il rilevamento delle caratteristiche vegetazionali di alcuni nuovi
siti frequentati dal Gallo cedrone e dal Francolino di monte. Le informazioni
e i dati raccolti nei diversi ambienti censiti con i cani da ferma hanno permesso
di stabilire e discutere il successo riproduttivo del Fagiano di monte e della
Coturnice. Lo stato attuale delle ricerche ha permesso inoltre di trarre alcune
conclusioni significative sulla dinamica di popolazione del Fagiano di monte
e della Coturnice dal 1995 al 2000 e sulle tipologie vegetazionali dei siti
di contatto con il Gallo cedrone. I rilievi sono stati raggruppati attraverso
una classificazione tipologica tratta dalla Carta Regionale Forestale. Attribuendo
questa classificazione forestale si è notata a volte la corrispondenza
tra il rilievo localizzato e la tipologia forestale, a volte invece i siti
di canto o di avvistamento delle femmine hanno mostrato carattere di singolarità
Codice: B1
Titolo: Censimento e mappatura dei macromiceti del P.N.D.B.
Ricercatore: F.Padovan
Anno: 1995
A conclusione di una prima fase di ricerca in campo micologico, forniamo i
risultati preliminari riguardanti presenza e distribuzione dei macromiceti
nel territorio del Parco e più in generale della provincia di Belluno.
oltre alla raccolta dei dati di campagna nelle numerose uscite effettuate,
sono stati revisionati e archiviati tutti i dati raccolti nelle passate stagioni
a partire dal 1987. La quasi totalità delle specie censite fa riferimento
ad almeno un exsiccatum conservato in erbario ed è corredata da una
o più diacolor. Tutti i dati raccolti sono stati archiviati in una banca
dati micologica composta per ora di 3514 records. Da questa prima banca dati
sono derivate due check list importanti. La prima riguarda l'intera provincia
di Belluno con un numero di specie di 1026, destinato a crescere. La seconda
rappresenta la check-list preliminare del Parco.
Codice: B2
Titolo: Sistema informatizzato per l'archiviazione di dati vegetazionali
Ricercatore: J.Nascimbene
Anno: 1995
Il progetto di ricerca è volto alla progettazione di un sistema informatizzato
per l'archiviazione di dati vegetazionali intesi come singoli rilievi. Si è deciso
di allestire un sistema su misura utilizzando un programma piuttosto diffuso
quale Access, soddisfando un obiettivo importante, cioè quello di creare
un database modificabile nel tempo, facilmente fruibile e di semplice aggiornamento.
La relazione contiene in modo dettagliato le tipologie dei diversi dati da
inserire, poiché un rilievo vegetazionale è sempre costituito
da una parte di "dati di stazione" e da una parte relativa alla caratterizzazione
dei dati sulla vegetazione, riportati come elenco floristico della stazione.
Per la struttura di questi dati è necessario un programma che sia in
grado di mettere in relazione tra loro attraverso un'unica chiave di connessione
(il numero di rilievo) dati inseribili in almeno due differenti tabelle. Il
programma Microsoft Access dunque, si è rivelato perfettamente idoneo
a questo tipo di lavoro.
Codice: B3
Titolo: Attività di archiviazione dei dati floristici
Ricercatore: Cooperativa Alpifeltrine
Anno: 1996
Poiché tra gli aspetti naturalistici che caratterizzano maggiormente
in Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, la varietà della componente botanica
costituisce forse l'elemento di maggiore importanza, si è proceduto
all'archiviazione di una cospiqua quantità di dati floristici con l'ausilio
di supporto informatico, così da renderla di più facile consultazione.
Il sistema prende come unità di misura il quadrante, che corrisponde
ad un quarto della carta 1:50000 dell'I.G.M. A partire dal complesso dei dati
immessi il programma permette di visualizzare la distribuzione delle singole
specie, di aggregati o sottospecie e numerose altre informazioni. L'attività di
archiviazione ha portato all'immissione di 14848 dati di presenza, raccolte
dal botanico, professor Lasen, per un totale di 17 quadranti esplorati
Codice: B4
Titolo: Realtà agrozootecnica, situazione fauna ungulata e dei tetraonidi
Caratteristiche del sistema foraggero zootecnico
Ricercatore: M.Ramanzin, I. Andrighetto, L.Benvenuti, A.Fumagalli, V.Mazzarone,
S. Nicoloso, P. Pdone
Anno: 1996
Nella relazione vengono presentati i risultati di un' indagine volta a rilevare
le caratteristiche del sistema agro-zootecnico operante nei comuni interessati,
anche parzialmente, all'interno del territorio del Parco, allo scopo di definire
lo stato attuale del sistema stesso everificarne le potenzialità future.
Il fine del presente lavoro mira ad individuare possibili sinergie tra la gestione
del sistema agrozootecnico e l'istituzione del Parco stesso per un'armonica
tutela delle risorse naturali e paesaggistiche presenti. In particolar modo
la ricerca si è orientata sulla filiera foraggero-zootecnica, questo
perché tale sistema sembra presentare un'evoluzione non sempre in grado
di assicurare il mantenimento dei tradizionali rapporti uomo-territorio, basilari
per la salvaguardia ambientale.
Codice: B5
Titolo: Ricerca lichenologica del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi
Ricercatore: J. Nascimbene
Anno: 1996
L'obiettivo della ricerca è quello di redigere un catalogo esauriente
sui licheni del parco e già da rilevamenti precedenti si sono potute
determinare circa 150 specie di cui alcune anche di particolare interesse o
perché rare o a rischio nel nostro Paese, o perché di prima segnalazione
in regione Veneto. Questo primo dato di biodiversità va necessariamente
confrontato con il n° di specie licheniche ad oggi riportate per l'Italia
(2145) e per il Veneto (900) che è una delle regioni maggiormente conosciute
e con più elevata biodiversità sotto il profilo lichenologico
dopo Trentino Alto Adige, Lombardia e Sardegna. Si vede che il contingente
fin'ora definito nel parco corrisponde ad 1/6 della flora lichenica regionale.
Buona parte della ricerca è stata inoltre dedicata alla raccolta di
dati di tipo vegetazionale, al fine di individuare i principali popolamenti
lichenici sia epifiti, che terricoli, che rupicoli. I 55 rilievi eseguiti offrono
uno spaccato parziale della vegetazione lichenica del parco, tuttavia possono
già descrivere i principali popolamenti lichenici presenti.
Codice: B6
Titolo: Carta vegetazionale dell'area del Parco
Ricercatore: A. Pignatti
Anno: 1997
La ricerca e i rilievi sul campo sono stati volti a redigere la carta vegetazionale
dell'area del Parco. La carta si presenta in scala 1:25.000. Le tipologie individuate
si suddividono in 8 gruppi principali che a loro volta si suddividono in sottogruppi
più specifici per un totale di 22 tipologie vegetazionali definite.
Gli 8 gruppi individuati sono: vegatazione rupestre, vegetazione dei ghiaioni,
pascoli su calcare, prati falciati, pascoli acidofili, arbusteti, foreste di
latifoglie e abete bianco e foreste di aghifoglie. Con i dati a disposizione è stata
anche redatta la carta dei sistemi di paesaggio del Parco che si presenta con
due sistemi principali, quello delle Dolomiti esterne, definito nella maggior
parte del territorio, e quello delle Prealpi, presente soprattutto nella parte
sud-occidentale e nelle aree meridionali limitrofe al Parco.
Codice: B7
Titolo: Ricerca lichenologica del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi
Ricercatore: J. Nascimbene
Anno: 1997
Al fine di iniziare a rendere maggiormente omogenee le conoscenze lichenologiche
nell'intera area protetta, si sono eseguite escursioni in zone fino ad ora
non esplorate. E' questo il caso della Val del Grisol-Val dei Ross, di Caiada
e della Val Prampera. In ciascuna di queste aree si è eseguita un'indagine
di tipo preliminare che necessita e merita, soprattutto per Caiada e la Val
Prampera, di ulteriori approfondimenti. Il lavoro fino ad ora svolto ha consentito
di catalogare un discreto numero di specie (252). Tra esse ve ne sono alcune
proposte ancora in forma critica, che necessitano di ulteriori approfondimenti
sistematici. Sul piano vegetazionale uno studio più approfondito in
Busa delle Vette ha consentito di delineare in maniera abbastanza completa
le caratteristiche dei popolamenti lichenici terricoli e rupicoli. Per tracciare
un quadro sinsistematico completo dei popolamenti lichenici del parco saranno
tuttavia necessari ulteriori ricerche.
Codice: B8
Titolo: Censimento e mappatura dei macromiceti del Parco Nazionale Dolomiti
Bellunesi
Ricercatore: F.Padovan
Anno: 1997
Il lavoro fornisce i risultati preliminari riguardanti la presenza ela distribuzione
dei macromiceti nel territorio del Parco e della fascia adiacente. Nell'ambito
delle ricerche sono state individuate complessivamente 570 specie, di cui alcune
possono essere considerate rare nel territorio italiano. E' da sottolineare
anche la presenza di una specie nuova, Lindtneria hydnoidea, rinvenuta per
la seconda volta in territorio italiano, in Val Pramper, a 1500m di quota,
descritta dalla dottoressa A.Bernicchia. Il primo ritrovamento è avvenuto
nel 1996 nei pressi di Poggibonsi (SI). Dall'indagine sono emerse due aree
di particolare interesse micofloristico, una nella conca di Cajada, località col
dei Gai, e l'altra nell'alta Val Prampèr, che comprende Pian de Palui.
In queste due aree, infatti, sono stati effettuati numerosi ritrovamenti interessanti
e sono necessari ulteriori approfondimenti.
Codice: B9
Titolo: Indagine sulle caratteristiche del sistema agro-zootecnico nei comuni
afferenti al Parco: la realtà agricola non zootecnica
Ricercatore: L.Benvenuti, G.Cozzi
Anno: 1998
Il lavoro ha considerato in modo approfondito, alcune delle locali produzioni
agricole non zootecniche attorno alle quali è utile catalizzare l'attenzione
degli operatori e degli Enti pubblici. L'agricoltura bellunese sta attraversando,
infatti, uno dei suoi momenti più difficili della sua storia e c'è la
necessita di ri-valorizzare le produzioni locali agricole con degli interventi
mirati. Ciascuna delle culture è stata analizzata mediante una scheda
che comprende una serie di informazioni di carattere generaleaccanto ad elementi
tecnici essenziali. Inoltre sono stati individuati i punti di riferimento produttivi,
le associazionio e i tecnici che potrebbero fornire un ulteriore supporto per
eventuali approfondimenti informativi.
Codice: B10
Titolo: Indagine agronomica e zootecnica del complesso malghivo Prampèr
e Prampèret
Ricercatore: L.Benvenuti, G.Cozzi
Anno: 1999
Il complesso malghivo di Prampèr e Prampèret comprende una serie
di pascoli e pascoli arborati situati a quote altimetriche comprese fra i 1450
e i 1900 m s.l.m.. Uno studio preventivo a cura del Corpo Forestale dello Stato
ha fissato in 55 UBA il carico massimo del complesso dei pascoli della malga
ammettendo l'utilizzo di un certo quantitativo di fieno e di mangime concentrato
ad integrazione dell'erba. Nel 1998 la malga è stata quindi caricata
con una mandria di 47 vacche da latte e 7 manze gravide. La presente ricerca
ha voluto analizzare se il carico di bestiame e le modalità di utilizzo
delle superfici foraggere sono compatibili con le esigenze nutrizionali degli
animali e con la tutela del patrimonio ambientale e naturalistico dei pascoli
del Parco. La ricerca ha inoltre inteso suggerire una serie di interventi di
carattere agroonomico, zootecnico e gestionale in vista del recupero della
malga in un'ottica agrituristica.
Codice: B11
Titolo: Censimento e mappatura dei macromiceti del Parco Nazionale Dolomiti
Bellunesi
Ricercatore: F.Padovan
Anno: 1998
Il lavoro fornisce l'aggiornamento ai risultati preliminari riguardanti la
presenza ela distribuzione dei macromiceti nel territorio del Parco e della
fascia adiacente. Nell'ambito delle ricerche sono state individuate complessivamente
632 specie, di cui alcune possono essere considerate rare nel territorio italiano.
Sono dunque state censite 62 specie in più rispetto allo scorso anno.
Dall'indagine è emersa una terza area di particolare interesse micofloristico,
oltre alle due aree individuate nel 1997. Si tratta della zona compresa tra
Pattine e la vecchia miniera di Mercurio, nel comune di Gosaldo. Proprio in
questo tratto di bosco infatti sono stati effettuati alcuni ritrovamenti interessanti
che meritano ulteriori approfondimenti.
Codice: B12
Titolo: Studio preliminare per la razionalizzazione dell'alpeggio ovino a malga "Pian
dei Fioc".
Ricercatore: E. Pastore
Anno: 1999
Lo scopo del presente studio è quello di valutare alcune problematiche
emerse come conseguenza del pascolo ovino condotto su malga Pian dei Fioc,
studiando preliminariamente alcuni elementi e alcuni parametri riferibili all'ambiente
ed agli animali allevati, ritenuti buoni indicatori della gestione del pascolo.
Si sono considerati e studiati l'ambiente di pascolo, gli animali allevati
e la conduzione degli animali al pascolo, sia con l'osservazione diretta, sia
raccogliendo informazioni storiche. Questo ha permesso di valutare le performance
produttive del gregge, stimando la variazione della condizione corporea dall'inizio
del pascolo fino alla fine, e il comportamento degli ovini in relazione all'ambiente
di pascolo. E' stata inoltre formulata una proposta di ricerca riguardo la
razionalizzazione del pascolo ovino a malga Pian dei Fioc a partire dal mese
di ottobre 1999.
Codice: B13
Titolo: Dinamismo della vegetazione al limite superiore del bosco nel Parco
Nazionale Dolomiti Bellunesi
Ricercatore: R. Gerdol, L.Bragazza, V.Boz e B.Pastori
Anno: 1998
La ricerca ha voluto sottolineare alcuni aspetti rilevanti di una particolare
area del Parco, quella delle Vette Feltrine, che presenta una particolare fisiografia
determinata da fenomeni quali il carsismo e il modellamento del territorio
ad opera dei ghiacciai. Gli altopiani considerati, Erera-Brendol, Busa delle
Vette e Busa di Pietena, infatti, sono residui di antichi circhi glaciali.
L'economia pastorale di quest'area alpina e la forte pressione antropica hanno
infatti determinato notevoli modificazioni alla morfologia degli ambienti.
In concomitanza del paesaggio, quali il disboscamento e l'ampliamento delle
zone pascolive, sono da considerare le trasformazioni della componente floristica
che hanno portato all'instaurarsi di comunità vegetali diverse da quelle
preesistenti. Con l'abbandono successivo dei pascoli tali comunità sono
state lasciate all'evoluzione spontanea, con il risultato di un ambiente misto
fra quello precedente il pascolo e quello contemporaneo, talvolta con la presenza
di specie nuove
Codice: B14
Titolo: Censimento delle aree prative comprese nel Parco Nazionale Dolomiti
Bellunesi
Ricercatore: Corpo Forestale dello Stato
Anno: 2000
La ricerca è stata volta alla conoscenza dell'entità e della
distribuzione delle aree prative del Parco. Sono state individuate quattro
tipologie fondamentali: prati regolarmente sfalciati, prati saltuariamente
sfalciati, prati abbandonati (incolti) e prati pascolati. L'intera area del
Parco è stata suddivisa in tre giurisdizioni: a) Pian d'Avena, comprendente
i comuni di Sovramonte, Pedavena, Feltre, Cesiomaggiore, Santa Giustina; b)
Candaten di Sedico, comprendente i comuni di Rivamonte Agordino, La Valle Agordina,
Sospirolo, Sedico, Belluno e Gosaldo; c) Longarone bis, comprendente i comuni
di Ponte nelle Alpi, Longarone e Forno di Zoldo. Il censimento ha coperto un'area
prativa complessiva di 195.65 ha, di cui 87.3 ha regolarmente sfalciata, 30,5
ha saltuariamente sfalciata, 68,46 ha incolta e 9.31 ha pascolata. Sono state
definite, inoltre, una serie di proposte per ogni singolo lotto. Le proposte
sono definite come: sfalcio regolare per fienagione, sfalcio per motivi faunistici,
sfalcio per motivi estetici ambientali e pulizia, pascolo, rimboschimento,
evoluzione naturale, altro.
Codice: B15
Titolo: Indagine agronomica e zootecnica del complesso malghivo Prampèr
e Prampèret
Ricercatore: L.Benvenuti, G.Cozzi
Anno: 2000
La malga Prampèr - Prampèret comprende una serie di pascoli
e pascoli arborati situati a quote altimetriche comprese fra i 1450 e i 1900
m s.l.m.. Fino a metà degli anni 60, Malga Prampèr e Prampèret
caricavano regolarmente 80 bovine da latte e una trentina di manze. L'Ente
ha recentemente finanziato una serie di studi per individuare alcuni interventi
agronomici e zootecnici utili per poter indirizzare la malga verso una modello
di gestione in grado di conciliare le finalità produttive con la salvaguardia
delle preziose risorse ambientali Nel corso del triennio 1998-2000, l'acquisizione
di una serie di informazioni di carattere botanico, agronomico e zootecnico
unita all'applicazione di innovative metodiche d'indagine hanno consentito
di definire in modo più corretto ed aggiornato la disponibilità foraggera
della malga, l'idoneo numero di bovini da monticare nelle diverse aree di pascolo
e le sue potenzialità produttive di latte e derivati. Si prevede che
la produzione casearia arrivi a 100 kg. di formaggio per 100 ettari; questa
produzione potrebbe aumentare ipotizzando l'utilizzo di mangimi energetici
che però non dovrebbero superare dei parametri ben definiti.
Codice: C1
Titolo: "Sentiero delle Buse" Itinerario geologico-geomorfologico
attraverso le Buse delle Vette
Ricercatore: L.Toffolet, D.Giordano
Anno: 1997
La ricerca geologica-geomorfologica descrive in maniera particolare e chiara
il percorso che si svolge attraverso le "Buse delle Vette" un altopiano
caratteristico del Parco, situato nella zona sud-occidentale. La ricerca mette
in luce le peculiarità che definiscono questo ambiente e come esso si è costituito.
La ricostruzione del passato si basa sul principio dell'attualismo, che consiste
nell'interpretare i dati raccolti esaminando le rocce sulla base dei processi
chimici e fisici direttamente osservabili sulla superficie terrestre. La ricerca
propone diverse parti. La prima è relativa alla deposizione dei sedimenti
dal Trias superiore, 230 M.a, al Cretacico inferore, 100M.a. Successivamente
vengono analizzati i fenomeni tettonici che interessarono tutta l'area in relazione
all'orogenesi alpina e successivamente vengono descritte le forme del rilievo
modellate dagli agenti atmosferici abbinati a fenomeni carsici, molto presenti
nella zona. La terza parte descrive la geologia del percorso descrivendo in
modo dettagliato sei geotopi caratteristici: Busa di Cavaren, Busa di Monsampiano,
Circo delle Sere, Circo dei Piadoch, Busa dell'Orso e Busa delle Vette.
Codice: C2
Titolo: Geomorfologia della Valle del Mis
Ricercatore: G.B. Pellegrini
Anno: 1998
MANCA COMPLETAMENTE IL FASCICOLO!
Codice: C3
Titolo: Attività speleologiche
Ricercatore: G.B. Pellegrini
Anno: 2000
In alcune zone del Parco c'è un'intensa attività speleologica
dovuta alla morfologia del paesaggio. Le ricerche e le esplorazioni vengono
effettuate nel Sistema dei Piani Eterni, nella zona delimitata dal Passo Forca
a Sud, dal Passo Cimia a Est e dal Colsento a Nord. L'area di ricerca fa riferimento
alle aree carsiche di superficie ed ipogee, in particolar modo per i fenomeni
di carsismo profondo, al Complesso dei Piani Eterni-Erera che attualmente raggiunge
circa 10 km di sviluppo e 966m. Nella zona di Passo Forca e di Colsento, invece,
sono in corso le operazioni di ricerca e catasto di nuove cavità e le
operazioni di posizionamento tramite GPS delle cavità precedentemente
individuate.
Codice: D1
Titolo: Ricerche paleoetnologichenel riparo Tomass, Val di Lamen
Ricercatore: L. Fasani Università di Milano
Anno: 1998
Negli anni 1993 e 1995 furono condotte indagini stratigrafiche e sistematiche
su una superficie complessiva di circa 16 mq. presso il riparo Tomàss
in Val di Lamen, area di alto interesse paleoetnologico. Erano stati così riconosciuta
una occupazione del sito scandida da diversi livelli. Le sezioni si caratterizzano
per una continua alternanza di strati molto ricchi di matrice argillosa e carboni,
che rappresentano livelli di frequentazione umana, e di livelli di brecce calcareo-limose
prive di materiale archeologico. Nel 1998 la campagna d'indagine è continuata
effettuando le ricerche in due aree distinte: un'area centrale, già interessata
dalle precedenti campagne, denominata "Riparo Tomàss A", e
una zona più occidentale, denominata "Riparo Tomàss B"..
Le ricerche sono da considerarsi in una fase iniziale ma di interesse notevole,
visto che nel Bellunese non esiste nessun altra stratigrafia che testimoni
la Preistoria recente.
Codice: E1
Titolo: Analisi del traffico nella Valle del Mis e in Val di Canzoi
Ricercatore: Dolomiti Bus
Anno: 1997
La Val del Mis e la Val Canzoi rappresentano le principali mete del turismo
pendolare estivo che interessa il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi. Nelle
scorse stagioni sono stati fatti dei tentativi per eliminare il traffico automobilistico
con l'istituzione di divieti di transito e l'approntamento di linee di navette-bus.
Il presente lavoro ha avuto il compito di determinare l'entità dell'afflusso
turistico nelle due valli sia dal punto di vista qualitativo (provenienza,
orari di ingresso e uscita ecc.) sia quantitativo (numero di presenze). Gli
aspetti principali emersi dall'analisi dei dati hanno messo in risalto alcuni
punti: il transito veicolare decisamente basso durante le giornate infrasettimanali
a cui fa contrasto un traffico intenso durante i giorni festivi; l'ampia variabilità del
numero dei veicoli in ingresso alle valli in funzione delle condizioni meteorologiche;
fasce orarie in cui il traffico è molto consistente intervallati da
momenti di completa assenza di traffico. La ricerca contiene anche dei suggerimenti
per una migliore gestione del traffico nei periodi estivi.
Codice: E2
Titolo: Turismo e attività ricreative nel Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi
Ricercatore: T. Tempesta M. Thiene
Anno: 1998
La ricerca presenta i diversi fattori che influenzano il turismo e le attività ricreative
all'interno del Parco, considerando in maniera particolare l'analisi delle
caratteristiche della domanda ricreativa e del potenziale impatto ambientale
che essa è in grado di generare. Anche le attività che non implicano
pesanti ampatti ambientali, quali la ricreazione all'aria aperta, l'escursionismo
e l'alpinismo, la decisione circa l'introduzione di forme di controllo dovrebbe
incentrarsi sulla conoscenza quanto più articolata e dettagliata possibile
del fenomeno. Vanno dunque considerati costi e benefici di tali attività.
La ricerca ha permesso di ottenere informazioni sulle caratteristiche della
domanda turistica e ricreativa, nonché di inquadrare in modo sufficientemente
articolato il rapporto tra ricreazione all'aria aperta e assetto ambientale
e paesaggistico. Le informazioni acquisite possono consentire di attuare azioni
mirate di controllo dei flussi ricreativi al fine di salvaguardare le aree
di maggiore interesse ambientale
Codice: E3
Titolo: Indagine sullo stato di fatto dei rifugi nell'area del Parco
Ricercatore: Ente Parco
Anno: 1999
La ricerca è volta alla conoscenza ed alla protezione delle risorse
naturali ed ad un continuo e reciproco aggiornamento relativamente ai problemi
più delicati legati alla frequentazione turistico-sportiva di zone sensibili
e/o di particolare interesse biologico e paesaggistico. Nei campi di attività individuati
ci sono anche i rifugi e le opere alpine che devono essere mantenute, conservate
e migliorate quali centri importanti di gestione turistica e testimonianze
di presenza antropica nel Parco. Per ogni rifugio è stata redatta una
scheda riassuntiva, previo sopralluogo, accompagnata da relazione sullo stato
di fatto, con particolare riferimento alla situazione igenico-sanitaria degli
impianti di smaltimento delle acque reflue.. La ricerca ha sottolineato che
i rifugi del Parco rispondono a quanto previsto dalla normativa Nazionale e
Regionale, e ha suggerito delle modificazioni e dei miglioramenti da attuare
per ovviare ad alcuni problemi legati soprattutto all'acqua potabile, all'energia
elettrica, all'acqua calda e ai rifiuti.
Codice: E5
Titolo: Escursione interdisciplinare di Scienze Naturali nel Parco
Ricercatore: Mirko Casale
Anno: 1997
La ricerca propone un'escursione naturalistica all'interno del Parco e nelle
aree limitrofe per sottolineare i molteplici aspetti naturalistici e ambientali
che caratterizzano l'area della Val Belluna. L'unicità del parco è dovuta
alla ricchezza di ambienti che vi si trovano al suo interno: pareti rocciose,
forre, ghiaioni, che possono lasciar spazio ad ampi pascoli o folti boschi
di conifere e latifoglie ; tutti questi ambienti sono motivo dello sviluppo
di un gran numero di specie floristiche e faunistiche di enorme interesse naturalistico.
Particolare importanza riveste anche la storia geologica e geomorfologica di
questi ambienti, che ha determinato situazioni peculiari che hanno appunto
determinato la varietà di forme. All'interno dell'area sono presenti
anche numerose tracce ed esempi di come l'uomo era strettamente legato all'ambiente
montano che lo circondava.
Codice: E6
Titolo: Grado di interesse e conoscenza degli operatori e residenti nell'area
dolomitica
Ricercatore: Ascom, IULM
Anno: 2000
L'obiettivo della ricerca è stato quello di rilevare il grado di interesse
e di conoscenza degli operatori e dei residenti dell'area dolomitica nei confronti
del Parco. Il lavoro è stato realizzato nell'ambito dell'area del pre-parco,
rivolgendo una maggiore attenzione all'area feltrina. L'indagine è stata
condotta al fine di rilevare in particolare quali sono le assiduità di
fequentazione del Parco e le relative motivazioni, i vantaggi della presenza
dello stesso e i servizi offerti o da potenziare per rendere maggiormante fruibile
quest'area. I risultati sono interessanti e consentono di individuare strategie
di intervento per soggetti interessati, sia pubblici sia privati. L'indagine è stata
svolta con l'ausilio di questionari diversificati per i residenti e per gli
operatori. La difficoltà maggiore è stata riscontrata nel coinvolgimento
delle persone; In entrambe le categorie si sente necessaria e auspicabile una
maggiore informazione.
Codice: E7
Titolo: Avvicendamento generazionale nelle attività commerciali nel
Feltrino
Ricercatore: Ascom, IULM
Anno: 2000
La ricerca ha come oggetto le problematiche del ricambio generazionale nelle
attività commerciali soprattutto nell'area del feltrino. Lo studio è stato
indirizzato agli operatori del territorio della Comunità Monatna Feltrina,
individuando delle macrocategorie . Queste suddivisioni comprendono le classi
di età, tra le quali quella "critica" per il ricambio generazionale
sembra essere quella compresa tra 55 e 64 anni, i comuni di appartenenza e
4 categorie settoriali (alimentari, abbigliamento, bar, altro). Si sono create
delle tavole di contingenza che mettono in relazione i tre diversi ambiti tra
loro. Il risultato fornisce utili elementi di valutazione attraverso cui intervenire
con politiche di sostegno, dove necessario, o con azioni mirate ad un ulteriore
potenziamento del servizio offerto, dove ci sono prospettive di sviluppo.
Codice: F1
Titolo: Censimento sorgenti nel Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi
Ricercatore: L. D'Alberto
Anno: 1996
Il presente studio elenca i siti di emergenza idrica presenti nel territorio
del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi analizzandone principalmente le caratteristiche
geologiche. A riguardo degli stessi si sono annotate anche altre osservazioni
sia di tipo chimico fisico, utili per valutare il probabile bacino d'alimentazione,
sia di tipo storico applicativo. Il censimento e la descrizione idrogeologica
sono conseguenti ad almeno un'osservazione fatta in situ che non è stata
estesa capillarmente su tutto il territorio, ma solo su alcuni percorsi e itinerari.
L'elenco necessita di ulteriori indagini, utili sia a coprire l'intero territorio
del Parco, sia a determinare con più esattezza alcuni parametri ed osservazioni
che devono essere ripetuti ad intervalli stagionali. Sono state considerate
anche le emergenze più piccole in quanto possono rappresentare osservazioni
utili sia a carattere naturalistico che storico.
Codice: F2
Titolo: Analisi delle acque delle sorgenti nel Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi
Ricercatore: A.R.P.A.V.
Anno: 1998
Nella ricerca sono stati considerati alcuni siti di sorgente, prelevando i
diversi campioni nei comuni di Cesiomaggiore, Sedico, Sospirolo, Feltre, Sovramonte,
Longarone e Pedavena. Dei campioni è stata fatta l'analisi batteriologica
e chimico-fisica. Si sono individuati circa 40 punti di. Questi sono stati
suddivisi grossolanamente in due categorie, sorgenti e punti acqua, allo scopo
di distinguere i corpi idrici e di dare loro un'importanza correlando sia dati
di portata e regime che di utilizzo antropico passato e attuale. I punti acqua
sono così piccoli stillicidi a regime temporaneo di sfruttamento occasionale
di transito e correlati ad insediamenti umani di alcuni giorni. Di conseguenza
le sorgenti risultano avere portata più consistente, con regime anche
temporaneo e talora utilizzate da comunità stanziali e stagionali. Di
ogni sito, allegate ai dati generali, sono state fatte le analisi chimico-fisiche
per avere un quadro della situazione generale delle acque sorgenti all'interno
dei territori del Parco.
Codice: F3
Titolo: Controllo della contaminazione radioattiva in campioni di funghi prelevati
dal gruppo micologico "Bresadola" all'interno del Parco.
Ricercatore: A.R.P.A.V.
Anno: 1998
Nel Parco sono stati raccolti complessivamente 50 campioni di funghi nel periodo
compreso tra agosto e novembre 1998. L'analisi per il controllo della contaminazione
radioattiva, tuttavia, è stato possibile solo in 21 campioni che sono
risultati di dimensioni sufficenti per poter fornire un'analisi accurata. La
tabella complessiva non rispetta caratteri sistematici, ma l'ordine temporale
con cui sono stati eseguiti i campionamenti. Le misure sono state eseguite
su campioni essiccati e per ognuno di essi sono stati segnati il peso fresco,
il peso secco, tipo di fungo, la località di raccolta e l'habitat. Sono
stati osservati i valori di attività del Cs-134, del Cs-137 e del K-40
presente nel fondo naturale. Dall'analisi emerge che in generale gli elementi
radioattivi non presentano valori di attività eccessivamente elevati
e che l'andamento delle attività misurate è dipendente da un
gran numero di parametri la cui azione risulta difficilmente distiguibile;
tuttavia sarebbe necessario monitorare alcune specie con sistematicità per
verificare se effettivamente ci siano matrici "a rischio" a prescindere
dal luogo di raccolta.
Codice: F4
Titolo: Studio idrogeologico dell'acquedotto di Malga Pramper.
Ricercatore: E.Coleselli
Anno: 1998
Lo studio sull' acquedotto che serve Malga Pramper, in comune di Forno di
Zoldo, ha avuto diversi scopi, utili non solo per definire lo stato di fatto,
ma anche per poter apportare dei miglioramenti ambientali. Era necessario valutare
la potenzilità sia quantitativa, sia qualitativa della risorsa idrica
nella prospettiva di un intervento di sistemazione e adeguamento dell'opera
di presa e della relativa condotta di adduzione, individuare il sistema idrogeologico
che da luogo alla manifestazione sorgentizia, stimare l'influenza di un prelievo
su tale sistema e definire le aree di salvaguardia per la tutela sanitaria
e ambientale. Sarebbero tuttavia necessarie maggiori ricerche per poter definire
con precisione il bacino di alimentazione della sorgente. E' importante soprattutto
intensificare le analisi chimico-batteriologiche nel periodo estivo e confrontarle
con quelle gia svolte per poter eventualmente individuare periodi in cui si
possono verificare fenomeni di inquinamento ed attuare gli opportuni interventi
di trattamento.
Codice: F5
Titolo: Seganlazione di siti degradati
Ricercatore: Corpo Forestale e CTA
Anno: 1999-2000
Lo studio è stato svolto con lo scopo di censire e descrivere le situazioni
di degrado ambientale nel territorio del Parco per poter attuare degli interventi
mirati e puntuali per il ripristino e il miglioramento di tali siti. Ogni situazione è stata
registrata con una scheda contenente la località, il comune, una breve
descrizione della situazione, le modalità di rimozione di eventuali
oggetti lasciati in disuso o abbandonati per incuria o macerie derivate dall'abbandono
e dalla decadenza di siti utilizzati in passato soprattutto per il ricovero
del bestiame. Ogni scheda è anche corredata da una documentazione fotografica
che accerti lo stato di fatto. Il lavoro è completato da una scheda
riassuntiva che definisce ciascun sito, sforzo e mezzi necessari ad attuarne
una bonifica.
|