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Il Parco » Interventi e progetti » Biodiversità coltivata
Il Codex bellunensis
Il Codex
bellunensis è un prestigioso erbario figurato del
1400, conservato presso la British Library di Londra. L'opera è un
trattato di botanica farmaceutica, che illustra oltre 200 piante
raccolte sulle montagne che oggi costituiscono il Parco Nazionale,
con precise note sulle località di raccolta, sulle proprietà terapeutiche
e sulle modalità di utilizzo a scopi medici. Una prima "flora" del
bellunese che contiene, tra le numerose "perle",
il primo disegno conosciuto della stella alpina, oltre che
la prima rappresentazione assoluta di molte altre specie della
flora alpina ed italiana.
Il Parco, grazie anche ad un contributo del Ministero dell'Ambiente e ad un
accordo con la British Library proprietario del manoscritto, ha realizzato
la riproduzione anastatica del codice ed un volume di commentario, che analizza
il codice dal punto di vista storico, artistico, botanico e farmaceutico.
I testi del commentario sono curati dalla professoressa Giordana Mariani Canova
dell'Università di Padova, dal dottor Ernesto Riva, membro dell'Accademia
Italiana di storia della Farmacia, dalla professoressa Elsa Mariella Cappelletti
e dal dottor Giancarlo Cassina, anch'essi dell'Università di Padova,
e dalla dottoressa Roberta Sarzetto.
La maggiore novità dell'opera, rispetto al tempo in cui vide la luce, è costituita
dal fatto che le piante sono state rappresentate dal vivo: le tavole pittoriche
che accompagnano la descrizione manoscritta, sono frutto dell'attenta osservazione
in situ e della precisa riproduzione di ben 226 piante, da parte di un illustratore
attento (probabilmente non un pittore professionista), di cui purtroppo non è stato
tramandato il nome. Un notevole passo avanti rispetto allo schematismo ed alla
rappresentazione di stampo medievale dei miniatori, impegnati a dare fresca
parvenza naturalistica ad immagini frutto più della memoria che dell'osservazione
della realtà.
Nel quadro della ricerca di obiettività scientifica voluta dall'aristotelismo
tipico della scuola padovana tra fine Trecento e la prima metà del Quattrocento,
l'erbario rappresenta quindi un esempio di innovazione nel campo dell'illustrazione
botanica, orientata a quel realismo che è all' origine dell'immagine
scientifica moderna.
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Erbario illustrato del 1400
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