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Il Parco » Interventi e progetti » Progetto LIFE - AgEMAS
Presentazione del Progetto
LINEE GENERALI
Negli ultimi decenni a livello europeo, le modalità di
approccio alle problematiche ambientali si sono profondamente
modificate. Da una iniziale politica di comando e controllo,
si è passati ad una politica di prevenzione di eventuali
danni basata sull’istituzione di strumenti volontari di
autogestione per il miglioramento delle condizioni dell’ambiente,
da applicare sotto terze parti accreditate.
L’evidenza degli impatti ambientali delle attività industriali
ha fatto sì che questi strumenti si siano rivolti inizialmente
proprio a queste realtà. Successivamente, la consapevolezza
che per garantire uno sviluppo sostenibile, gli interventi erano
necessari in tutti i settori, ha determinato l’estensione
di tali strumenti anche ad attività ed organizzazioni
diverse da quelle produttive. Così i modelli di certificazione
ISO 14000 e di Registrazione EMAS sono stati resi accessibili
anche ad enti con competenza territoriale.
Il processo volontario, certificato e continuo di miglioramento
delle prestazioni ambientali esteso ad un comprensorio territoriale
consente l’armonizzazione e l’integrazione delle
politiche per la protezione ambientale con quello per lo sviluppo
economico.
Nell’ambito degli enti con competenza territoriale, le
Aree Protette rappresentano realtà che per loro legge
istitutiva sono chiamate ad integrare tali aspetti. Se da un
lato esse sono infatti finalizzate alla conservazione e valorizzazione
del patrimonio ambientale, dall’altro hanno come
obiettivo il favorire lo sviluppo socio economico sostenibile
e durevole nel proprio territorio e in quelli adiacenti. In tal
senso esse si sono allineate con le finalità di Agenda
21. si configurano quindi come luoghi di elezione per sperimentare
l’integrazione di questi strumenti e le modalità di
attuazione di SGA (Sistema di Gestione Ambientale) che superino
sia i confini amministrativi presenti all’interno del comprensorio,
sia quelli tra i diversi settori della pianificazione.
Tuttavia, le iniziative in questo campo, cioè mirate
all’integrazione tra Agenda 21 e EMAS e all’applicazionedi
EMAS ad ambiti territoriali che comprendono organizzazioni diverse
ma che adottano congiuntamente un programma di miglioramento
sono ancora alle prime sperimentazioni.
IL PARCO NAZIONALE DOLOMITI BELLUNESI ESCE DAI CONFINI
Il progetto si riferisce alla problematica “Gestione integrata
dell’ambiente” prevista nella Guida per la richiesta
di finanziamenti con progetto LIFE- AMBIENTE.La particolare innovazione
di questi progetto e la richiesta di adesione ad EMAS (CE 761/2001),
per la certificazione di sistemi di ecogestione su “vasta
area”, indicano la volontà di sviluppare un “percorso
pilota”, che permetta di garantire la compatibilità ambientale
delle attività presenti nell’area del Parco e nei
comuni “adiacenti”.
L’innovazione del progetto consiste nel sistema di gestione
ambientale del territorio oltre i confini dell’area naturale.
Questa scelta è determinata dalla politica dell’Ente
Parco di qualificare anche il territorio circostante attraverso
il “Piano Pluriennale per lo sviluppo economico e sociale”.
Il progetto proposto dal Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi presenta
alcuni aspetti innovativi:
- la sperimentazione di una nuova funzione di stimolo e
supporto ad un territorio più ampio dei propri confini
(previsto dall’art.14
della legge quadro 394/91);
- il tentativo di integrare i processi di Agenda 21 con
quelli per l’attuazione
di un SGA comune e per l’ottenimento della registrazione EMAS;
- l’individuazione di criteri per la definizione di un SGA su area vasta
e delle modalità per la sua implementazione presso tutti gli attori
del territorio considerato;
- l’avvio di un processo partecipato che permetta l’integrazione
delle competenze dei settori della pianificazione.
L’area vasta è costituita non solo dal territorio del Parco Nazionale
Dolomiti Bellunesi, ma anche dalla parte restante del territorio dei 15 Comuni
che sono toccati dall’area protetta. Di conseguenza, l’iniziativa
intende anche dimostrare la possibilità da parte di un soggetto (il Parco)
dotato di una competenza ambientale “istituzionale” di diventare
un erogatore di servizi anche a di fuori dei propri confini territoriali tradizionali.
L’Ente Parco, per fini istitutivi deve promuovere il miglioramento ambientale
del territorio locale. Questo miglioramento deve essere concreto e misurabile
(conservazione o aumento delle biodiversità, aumento della qualità ambientale,
etc.). Il Parco non può accontentarsi di certificare o registrare i propri
processi organizzativi volti alla fornitura di servizi, poiché il limitato
numero di attività svolte in grado di produrre effetti ambientali rendono
di fatto povera di risultato tangibile l’adozione di un SGA da parte della
solo organizzazione Ente Parco.
Devono necessariamente essere presi in considerazione gli effetti causati
direttamente e indirettamente da tutti gli altri attori anche al di fuori
dell’area
di competenza del Parco.
L’azione pilota vuole quindi dimostrare l’efficacia in termini di
miglioramento ambientale continuo della promozione presso gli enti locali che
condividono con il Parco la responsabilità della gestione territoriale,
di una cultura di sviluppo socio economico sostenibile attraverso il raccordo
e l’affinamento degli attuali strumenti volontari (certificazione
ISO 14000, registrazione EMAS, Agenda 21, Marchi di Qualità).
Al fine di garantire lo svolgimento del progetto e l’ottenimento dei risultati
previsti in modo coerente con gli obiettivi di qualità fissati, verranno
adottati metodi di gestione e controllo secondo quanto previsto dalle procedure
ISO9000 (codici di documentazione, piani di lavoro, diari di progetto, etc.).
Per ciascuna funzione identificata verranno stabiliti compiti e modalità di
gestione delle informazioni al fine di monitorare l’andamento del progetto
permettendo la tempestiva ridefinizione del piano di lavoro qualora si verificassero
imprevisti o nuove esigenze.
Il carattere dimostrativo del progetto sarà valorizzato dal programma
di divulgazione con una duplice finalità:
- coinvolgere i “portatori di interesse” del
territorio di ricaduta del progetto stesso per ampliare quanto
maggiormente possibile il numero di parti
terze che collaborano agli obiettivi e programmi di EMAS;
- trasferire su scala regionale, nazionale ed europea il risultati
del progetto ai potenziali utilizzatori del modello applicativo messo
a punto.
Il progetto pone le basi per avvicinare gli obiettivi di tutela
ambientale perseguiti dall’Ente Parco e quelli di tipo commerciale ed economico dei soggetti
pubblici e privati che operano nell’area protetta o nel territorio ad essa
circostante.
A fronte dei costi sostenuti per l’avvio e la realizzazione di questo progetto
partecipato (costi che sono essenzialmente quelli del progetto) il Parco e le
popolazioni possono ricavarne una serie di benefici che indirettamente o direttamente
vanno ad influire sulla qualità dell’ambiente:
- la generale crescita della consapevolezza e della cultura
della qualità ambientale
che dalle istituzioni si potrà trasferire alle popolazioni
e alle imprese;
- aumento di appeal turistico e commerciale delle aree limitrofe
a Parco che può costituire ulteriore incentivo economico al perseguimento delle politiche
di sviluppo compatibile e di qualità ambientale;
- la maggiore motivazione dei soggetti interni ed esterni
al Parco con il conseguente aumento della operatività di ciascuno, il miglioramento dei rapporti tra
le diverse istituzioni e la riduzione della conflittualità e
dei contenziosi;
- la maggiore facilità di accesso alla certificazione dell’SGA da
parte di coloro che saranno “trainati” dall’esperienza condotta
dal progetto e che potranno usufruire di una serie di informazioni di riferimento
già approfondite;
- il miglioramento del sistema organizzativo interno dell’Ente Parco e
degli enti locali che porta alla riduzione degli sprechi e al risparmio di risorse
che possono così più utilmente essere impiegate per le proprie
attività di salvaguardia e di recupero dell’ambiente;
- la possibilità da parte del Parco di avere a disposizione tramite l’SGA
strumenti codificati e precisi per monitorare e documentare i risultati della
progressiva attuazione dei propri strumenti pianificatori (Piano del Parco e
Piano di Sviluppo Socio Economico) garantendone quindi l’efficace
ed efficiente operatività
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Carta qualità;
I Disciplinari;
Le aziende;
Sviluppo rete ricettiva sostenibile;
Agenda 21;
Progetto LIFE - AgEMAS;
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Progetto speciale Fauna;
Aquila nelle Alpi orientali;
Reintroduzione marmotta;
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