La formazione più recente affiorante all'interno del Parco è la Scaglia Rossa (Cretaceo superiore).
Si tratta di un calcare marnoso rosso mattone o grigio-rosato che affiora nel Parco nei pressi del Rifugio Boz, sul Monte Brendol, e sulla Talvena, i toponimi "Le Rosse di Erera"o "Le Rosse di Vescovà", "Val dei Ross" indicano chiaramente questo tipo di roccia.
Anche la Scaglia Rossa deriva da fanghi deposti in ambiente di mare profondo, ma contiene una frazione apprezzabile di argilla e presenta frequenti tracce fossili lasciate da grossi vermi che setacciavano il fondale.
La presenza di argilla è un segnale che denota la presenza di apporti detritici da aree emerse a seguito delle prime fasi dell'orogenesi Alpina.
Il sollevamento delle Dolomiti Bellunesi è avvenuto prevalentemente negli ultimi dieci milioni di anni, nell'ambito del più generale processo di compressione della crosta terrestre che ha originato la catena alpina e che ha intensamente deformato, ripiegato, fratturato e accavallato gli strati rocciosi, determinando in alcuni settori spettacolari "scorrimenti" di rocce più antiche sopra rocce più recenti.
La catena delle Dolomiti Bellunesi corrisponde strutturalmente ad una grande "onda" anticlinale (anticlinale Coppolo-Pelf), che decorre dalle Vette di Feltre alla Schiara.
