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Uffici aperti

Autorizzazioni di competenza dell'Ente Parco

Nulla osta
Il Nulla Osta è un'autorizzazione di competenza dell'Ente Parco, rilasciata per tutti gli interventi, impianti ed opere da eseguirsi all'interno del territorio del parco e conformi alle disposizioni del Piano per il Parco e del Regolamento, così come disposto dall'PDF art. 13 della Legge 394 del 06.12.1991, Legge Quadro sulle Aree Protette.
Gli Enti competenti, prima di rilasciare concessioni o autorizzazioni per interventi all'interno dell'area protetta, devono preventivamente acquisire il nulla osta dell'Ente Parco.
In base a quanto stabilito dalla Legge Quadro 394/91 e in base alle disposizioni delle Norme di Attuazione del Piano per il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi vigente è necessario acquisire il Nulla Osta per:
- interventi di manutenzione straordinaria, di restauro e risanamento conservativo, di ripristino tipologico, di ristrutturazione e sostituzione edilizia;
- interventi di nuova costruzione;
- opere di difesa idraulica;
- tagli boschivi;
- alpeggio;
- uso di mezzi motorizzati al di fuori delle strade statali e provinciali;
- transito con armi;
- sorvolo a bassa quota e l'atterraggio di aeromobili, ad esclusione di quelli impiegati nelle opere di soccorso, di sorveglianza e di difesa antincendio, negli interventi di manutenzione delle infrastrutture;
- opere di ripristino di cave dimesse;
- manifestazioni sportive, gare, esercitazioni ed altre attività ludico-ricreative collettive;
- attività speleologica;
- attività di ricerca scientifica;
- immissione di fauna;
- cattura e raccolta per motivi di studio di flora, fauna minore (rettili, anfibi, crostacei, insetti e chiocciole), reperti di valore archeologico, paleontologico e mineralogico;
- campeggio organizzato.

L'Ente competente o il soggetto interessato inoltra all'Ente Parco apposita istanza per il rilascio del Nulla Osta.
L'Ente Parco dà comunicazione dell'Avvio del Procedimento, che dovrà concludersi nel termine di 60 giorni.

In caso di documentazione carente l'Ente Parco può richiedere integrazioni. La richiesta di integrazioni sospende i termini di rilascio del Nulla Osta fino all'avvenuto recepimento delle integrazioni richieste.
Il Direttore del Parco, entro 60 giorni dalla richiesta, con comunicazione scritta al richiedente, può rinviare per una sola volta di ulteriori trenta giorni i termini di espressione del nulla osta.
Il diniego è immediatamente impugnabile ed è affisso contemporaneamente all'albo del Comune interessato e all'albo dell'Ente Parco e l'affissione ha la durata di sette giorni.

Per gli interventi in materia di edilizia soggetti a permessi di costruire, concessioni, autorizzazioni, denuncia di inizio attività o altri provvedimenti e titoli abilitativi previsti dalla legislazione vigente, il Comune territorialmente competente provvede a trasmette all'Ente Parco copia dell'istanza e duplice copia degli elaborati di progetto.

In ogni caso la documentazione allegata alla domanda di nulla osta va presentata in duplice copia.

Per tutti gli interventi e le opere che possano avere incidenza sui siti di importanza comunitaria e che ricadono nel territorio del Parco (ZPS IT 3230083 "Dolomiti Feltrine e Bellunesi" - ZPS IT 3230084 "Civetta - Cime di San Sebastiano" - IT3230087 "Versante Sud delle Dolomiti Feltrine"), o sulle aree ad essi limitrofe, l'istanza di nulla osta deve essere corredata dallo studio di incidenza ambientale o da una relazione tecnica che dimostri che la natura dell'intervento è tale da non avere incidenza sui siti della Rete Natura 2000.

Per informazioni:
arch. Monica Mezzomo
orario: lun. mar. mer. giov. ven. 9.00-12.30; mer. giov. 15.00-17.30
Tel. 0439/332932 - E-mail: m.mezzomo@dolomitipark.it

dott. Gianni Poloniato
orario: lun. mar. mer. giov. ven. 9.00-12.30; lun. mer. giov. 15.00-17.30
Tel. 0439/332920 - E-mail: g.poloniato@dolomitipark.it


Autorizzazione paesaggistica e verifica VIncA nel PNDB
In base all' PDF accordo interistituzionale fra la Regione del Veneto, il Ministero dell'Ambiente e l'Ente PNDB, siglato il 21.10.2009, all'Ente Parco sono attribuite funzioni pianificatorie e autorizzative in materia paesaggistica, ai sensi del D. Lgs. 42/2004 e ss.mm.ii. "Codice dei Beni culturali e del Paesaggio" (Codice Urbani) e in materia di Valutazione di Incidenza ambientale (VIncA) ai sensi dell'art. 6 della Direttiva 92/43/CEE (Direttiva Habitat).

Su progetti relativi ad interventi nell'area protetta è l'Ente Parco che si esprime sia sugli aspetti paesaggistici, sia sulla VIncA, sulla base dell'esame della relativa documentazione da allegare ai progetti: la relazione paesaggistica e il documento relativo alla VIncA.

Restano di competenza regionale le funzioni autorizzative relative ad opere o lavori di competenza dello Stato o della Regione ovvero di enti o aziende da essi dipendenti.

L'autorizzazione paesaggistica è un procedimento autonomo, mentre l'esito della verifica sul documento di VIncA è espresso all'interno del Nulla Osta.

Autorizzazione paesaggistica
Per gli interventi edilizi da realizzare all'interno del territorio del Parco che modificano lo stato dei luoghi e l'aspetto esteriore degli edifici, deve essere acquisita la relativa autorizzazione paesaggistica.
L'autorizzazione paesaggistica è un documento autonomo e presupposto rispetto al permesso di costruire o agli altri titoli legittimanti l'intervento urbanistico-edilizio ed è valida per un periodo di 5 anni, scaduti i quali l'esecuzione dei lavori che si sono progettati deve essere sottoposta a nuova autorizzazione.

L'autorizzazione è un provvedimento che viene emesso a seguito della presentazione di apposita domanda, secondo due diversi procedimenti:
- il procedimento ordinario, disciplinato dall'PDF art. 146 del D.Lgs. 42/2004, in vigore dal 1° gennaio 2010,
- il procedimento in forma semplificata, introdotto dal DPR 09.07.2010 n. 139 per gli interventi di lieve entità, in vigore dal 10.09.2010.

Autorizzazione paesaggistica semplificata
L'autorizzazione paesaggistica semplifica viene richiesta per gli interventi di lieve entità, indicati nell'allegato 1 del DPR 9/7/2010 n. 139.
L'iter per il rilascio è disciplinato dall'art. 4 del DPR 139/2010.
Il termine complessivo di conclusione del procedimento è di 60 giorni dalla presentazione della domanda.
L'Ente competente o il soggetto interessato presenta l'istanza all'Ente Parco che provvede a comunicare l'avvio del procedimento e, ove necessario, a richiedere le opportune integrazioni.
L'istanza deve essere accompagnata dall'attestazione di conformità urbanistica rilasciata dal Comune nel cui territorio è localizzato l'intervento o dall'asseverazione prescritta in caso di intervento sottoposto a denuncia di inizio di attività di cui al DPR 06.06.2001 n. 380.
Entro 30 giorni dalla ricezione dell'istanza, l'Ente Parco verifica l'attestazione di conformità o l'asseverazione, valuta la conformità dell'intervento proposto con l'interesse paesaggistico da tutelare e trasmette al soprintendente la documentazione presentata dall'interessato, accompagnandola con una motivata proposta di accoglimento della domanda stessa.
Se l'intervento contrasta con la normativa urbanistico edilizia viene comunicata dall'Ente Parco l'improcedibilità della domanda.
Entro 25 giorni dalla ricezione della domanda, della documentazione e della proposta, la Soprintendenza trasmette il parere e l'Ente Parco entro i successivi 5 giorni emana il provvedimento conforme al parere espresso dalla Soprintendenza.
In caso di mancata espressione del parere del Soprintendente l'Ente Parco ne prescinde e rilascia l'autorizzazione.
L'autorizzazione paesaggistica rilasciata è immediatamente efficace.

Autorizzazione paesaggistica ordinaria
L'autorizzazione paesaggistica ordinaria viene richiesta per tutti gli interventi da realizzare in area soggetta a tutela non rientranti nella procedura semplificata.
Il procedimento di rilascio è disciplinato dall'PDF art. 146 del D.Lgs. 42/2004 e ss.mm.ii.
Il termine complessivo di conclusione del procedimento è di 105 giorni dalla domanda.
L'Ente competente o il soggetto interessato presenta l'istanza all'Ente Parco che provvede, ove necessario, a richiedere le opportune integrazioni. Entro 40 giorni dalla ricezione dell'istanza, l'Ente Parco effettua gli accertamenti circa la conformità dell'intervento proposto con l'interesse paesaggistico da tutelare e trasmette al soprintendente la documentazione presentata dall'interessato, accompagnandola con una relazione tecnica illustrativa nonché dando comunicazione all'interessato dell'inizio del procedimento ai sensi delle vigenti disposizioni di legge in materia di procedimento amministrativo.
Se entro 45 giorni la Soprintendenza trasmette il parere, l'Ente Parco entro i successivi 20 giorni emana il provvedimento conforme al parere espresso dalla Soprintendenza.
Se la Soprintendenza non trasmette il parere entro i termini previsti, l'Ente Parco o indice una Conferenza di servizi che si deve pronunciare entro 15 giorni dall'indizione, oppure, decorsi 60 giorni dalla ricezione degli atti da parte del Soprintendente, decide in assenza di parere.
L'autorizzazione paesaggistica rilasciata è immediatamente efficace.

Il progetto da autorizzare va corredato da idonea documentazione nella forma della Relazione Paesaggistica di cui al PDF DPCM 12 dicembre 2005, preordinata a verificare la compatibilità tra l'intervento progettato e l'interesse paesaggistico da tutelare.
Per ogni istanza è necessario allegare due copie degli elaborati che costituiscono il progetto e due copie della Relazione Paesaggistica.
Quando l'istanza per l'autorizzazione paesaggistica è presentata insieme alla richiesta di nulla osta, alle due istanze vanno allegate complessivamente 3 copie degli elaborati progettuali e due copie della Relazione Paesaggistica.

L'autorizzazione è impugnabile, con ricorso al Tar o con ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, dalle associazioni portatrici di interessi diffusi in materia di ambiente e danno ambientale, e da qualsiasi altro soggetto pubblico o privato che ne abbia interesse.

L'autorizzazione paesaggistica non sostituisce il nulla osta dell'Ente Parco.

La Regione del Veneto con PDF DGR n. 3733 del 2006 ha definito le tipologie di intervento soggette a presentazione di Relazione paesaggistica semplificata.

Non sono soggetti ad autorizzazione paesaggistica gli interventi di cui all' PDF art. 149 del D.Lgs. n. 42 del 2004 e s.m.i. ovvero, in sintesi:
- interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, di consolidamento statico e di restauro conservativo che non alterino lo stato dei luoghi e l'aspetto esteriore degli edifici;
- interventi inerenti l'esercizio dell'attività agro-silvo-pastorale che non comportino alterazione permanente dello stato dei luoghi con costruzioni edilizie ed altre opere civili, e sempre che si tratti di attività ed opere che non alterino l'assetto idrogeologico del territorio;
- taglio colturale, la forestazione, la riforestazione, le opere di bonifica, antincendio e di conservazione da eseguirsi nei boschi e nelle foreste indicati dall'articolo 142, comma 1, lettera g), purché previsti ed autorizzati in base alla normativa in materia.

Elenco Autorizzazioni Paesaggistiche Anno 2013

Per informazioni: arch. Monica Mezzomo
orario: lun. mar. mer. giov. ven. 9.00-12.30; mer. giov. 15.00-17.30
Tel. 0439/332932 - E-mail: m.mezzomo@dolomitipark.it


Verifica sugli studi di VIncA
La procedura di valutazione di incidenza è prevista dall'articolo 6 della PDF Direttiva 92/43/CEE (Direttiva Habitat) per garantire la conservazione delle specie e habitat di interesse comunitario e la corretta gestione dei siti Natura 2000.

È una procedura progressiva di valutazione degli effetti che la realizzazione di piani o progetti può determinare sulle specie e gli habitat presenti in un sito Natura 2000.

Il documento di VIncA va redatto secondo le indicazioni della DGR del Veneto n. 3173 del 10 ottobre 2006 "Nuove disposizioni relative all'attuazione della direttiva comunitaria 92/43/CEE e D.P.R. 357/1997. PDF Guida metodologica per la valutazione di incidenza. Procedure e modalità operative" che definisce, sulla base delle indicazioni metodologiche europee, gli aspetti procedurali e le linee di indirizzo per la stesura del documento di valutazione di incidenza e per il successivo esame di questa.
La verifica da parte dell'Ente Parco è effettuata entro sessanta giorni dal ricevimento dello studio. L'Ente Parco può richiedere una sola volta integrazioni dello stesso. In tal caso il termine per l'espressione del parere sullo studio di VIncA decorre nuovamente dalla data in cui le integrazioni pervengono all'Ente Parco.

L'esito della verifica sullo studio di VIncA è espresso all'interno del Nulla Osta, che può indicare eventuali prescrizioni alle quali il proponente deve attenersi.

Nelle more della definitiva approvazione dei Piani di Gestione dei siti Natura 2000, la citata DGR del Veneto n. 3173 del 10.10.2006 indica piani, progetti o interventi che, per la loro intrinseca natura possono essere considerati non significativamente incidenti ovvero che risultano direttamente connessi o necessari alla gestione dei siti Natura 2000 secondo finalità di conservazione e che pertanto non necessitano di VIncA:

I) piani e interventi già oggetto delle determinazioni assunte dalla Giunta Regionale con deliberazione 30 aprile 2004, n. 1252 relativamente alla pianificazione e gestione forestale e con le deliberazioni 10 dicembre 2002, n. 3528 e 23 maggio 2003, n. 1519 relativamente agli interventi agroambientali della misura 6(f) e alla misura 5(e) relativa alle indennità compensative da attuare nelle zone svantaggiate e zone soggette a vincoli ambientali del Piano di Sviluppo Rurale vigente;

II) piani e interventi individuati quali connessi o necessari alla gestione dei siti dai piani di gestione degli stessi o, nel caso di un'area protetta, dal piano ambientale adeguato ai contenuti delle linee guida ministeriali o regionali;

III) azioni realizzate in attuazione delle indicazioni formulate nell'ambito delle misure di conservazione di cui all'art.4 del D.P.R. 357/1997, approvate, relativamente alle Z.P.S., con D.G.R. 27 luglio 2006, n. 2371;

IV) interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia che non comportino aumento della volumetria e/o superficie e non comportino modificazione della destinazione d'uso diversa da quella residenziale, purché la struttura non sia direttamente connessa al mantenimento in buono stato di conservazione di habitat o specie della flora e della fauna;

V) progetti ed interventi in area residenziale individuati, in quanto non significativamente incidenti, dal relativo strumento di pianificazione comunale la cui valutazione di incidenza sia stata approvata ai sensi della Direttiva 92/43/CEE e del D.P.R. 357/97 e successive modifiche.

Fatto salvo i succitati casi di esclusione, fino all'entrata in vigore del Piano di Gestione, ogni piano, progetto o intervento non direttamente connesso e necessario al mantenimento in uno stato di conservazione soddisfacente delle specie e degli habitat presenti nel sito di Rete Natura 2000, è assoggettato alla procedura di valutazione incidenza al fine di verificare la conformità alle misure di conservazione previste dalla deliberazione di Giunta Regionale n. 2371 del 27 luglio 2006 e il mancato contrasto con le misure di conservazione e la normativa previste dal Piano di Gestione adottato dall'Ente Parco in data 30.10.2009.

Per informazioni: dott. Gianni Poloniato
orario: lun. mar. mer. giov. ven. 9.00-12.30; lun. mer. giov. 15.00-17.30
Tel. 0439/332920 - E-mail: g.poloniato@dolomitipark.it

2017 © Ente Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi
Piazzale Zancanaro, 1 - 32032 Feltre (BL)
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