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Il Parco » Pianificazione

Le attività possibili

Uno dei più diffusi (e falsi!) luoghi comuni sui parchi è quello secondo cui all'interno delle aree protette non si possa fare più nulla.
Niente di più errato. Il Piano del Parco individua infatti le attività umane compatibili con la tutela ambientale che non solo sono concesse, ma sono addirittura, in taluni casi, auspicate ed incentivate attraverso interventi mirati.

Attività agricole
Le attuali condizioni di abbandono non consentono di immaginare il recupero integrale delle antiche forme d'uso del territorio, anche se in alcuni ambiti si può comunque arrestare l'espansione del bosco sfruttando utilmente le potenzialità foraggere. Molte praterie secondarie sui versanti meridionali del Parco, un tempo regolarmente falciate, sono di fatto abbandonate da decenni. In qualche caso possono essere proficuamente utilizzate con il pascolo ovino, in altri il Piano auspica che lo sfalcio possa riprendere con finalità prevalentemente naturalistiche.
In definitiva il Piano per il Parco, alla luce dei positivi risvolti che l'attività primaria riveste anche sotto il profilo naturalistico e paesaggistico, oltre che economico e sociale, sottolinea l'importanza che ovunque, per quanto possibile e tecnicamente sostenibile, l'attività agricola venga incentivata, favorendo tecnologie e colture compatibili con il mantenimento di elevati standard di qualità ambientale.

Pascolo
Il Piano invita a sostenere l'attività di alpeggio di alcune storiche malghe: Casera dei Boschi, malga Vette Grandi, malga Erera, malga Pramper.
Sono individuate le condizioni per attivare una malga modello nella quale si sviluppino tecnologie - trasferibili alle malghe del Parco - per l'impiego di fonti alternative di energia, il recupero energetico dei residui delle lavorazioni e delle biomasse, lo smaltimento dei reflui zootecnici, l'abbattimento dell'inquinamento delle acque conseguente all'attività zootecnica.
Per quanto concerne il pascolo ovino, il Piano per il Parco prevede una serie di accorgimenti atti a garantire la salvaguardia di ambiti vulnerabili (zone di riserva integrale, creste e ghiaioni, ecc.).

Le attività forestali
All'interno dell'area protetta convivono differenti situazioni: demanio statale, demanio regionale, boschi comunali, boschi soggetti ad uso civico, boschi privati. Il fatto che la maggior parte dei boschi del Parco sia inserita nelle Riserve Statali istituite negli anni '70 e sia gestita dall'ex Asfd secondo criteri molto conservativi costituisce per l'area protetta un notevole punto di forza.
Il Piano indica quale strategia complessiva per i boschi demaniali l'effettuazione di conversioni e tagli colturali solo in aree localizzate di non difficile accesso. Per la parte restante si suggerisce, quale norma generale, l'abbandono all'evoluzione naturale. Quanto ai boschi privati, che costituiscono una componente minoritaria, il Piano riconosce che rappresentano una importante fonte integrativa di reddito per le popolazioni che abitano il settore meridionale del Parco e ne ritiene necessario un Piano di riassetto.

Patrimonio edilizio, risorsa da tutelare
Il Piano indica il patrimonio edilizio esistente come risorsa da tutelare, dato che la salvaguardia e la valorizzazione delle testimonianze della presenza storica dell'uomo nel territorio del Parco costituiscono il mezzo attraverso cui tramandare la storia e la cultura locale, i modi di vita, l'organizzazione sociale e produttiva, il rapporto con l'ambiente, le tradizioni,.
Sono stati identificati quali beni culturali i centri storici; beni di interesse storico-architettonico gli edifici religiosi, le ville e case padronali, le attrezzature della strada (ospizi, stazioni di posta, osterie); beni di interesse storico-ambientale i nuclei o manufatti legati all'attività silvo-pastorale; beni di interesse storico-testimoniale l'archeologia industriale.
Il Piano considera inoltre i manufatti militari, i cippi confinari, i beni archeologici.

Il recupero ambientale
All'interno dell'area protetta esistono oltre 80 captazioni idriche, in molti casi realizzate senza rispetto per l'ambiente, per cui si rende necessario ricostituire, dove possibile, accettabili livelli di naturalità, tenendo ben presente che sorgenti e zone umide sono da considerarsi elementi di elevatissima sensibilità e vulnerabilità e che il Parco nasce per tutelare risorse, come le acque, che sul pianeta stanno assumendo la dimensione di bene prezioso. Circa il degrado ambientale nei terreni agricoli abbandonati, il Piano propone una serie di interventi prioritari relativi allo sfalcio e all'arresto del bosco.
In merito alle infrastrutture tecnologiche, il Parco prevede ad esempio l'interramento di eventuali nuove reti che dovessero rendersi necessarie a fondovalle nelle zone di protezione e di promozione economica e sociale.

La sorveglianza
Il Piano individua nelle attività di sorveglianza svolte dal Coordinamento Territoriale per l'Ambiente un presupposto essenziale per il corretto funzionamento del Parco e - viste le poche vie di accesso per mezzi motorizzati e i tempi necessari per i trasferimenti a piedi - indica una serie di "rifugi forestali per la vigilanza" in grado di ospitare il personale del CTA nel corso delle normali perlustrazioni sul territorio.

Acquisizione di aree ed edifici
Il Piano orienta le possibili acquisizioni in quattro direzioni: strutture per la fruizione del Parco; strutture per la sorveglianza e il controllo del territorio; aree e strutture per la sperimentazione; aree di valore naturalistico.
Nella prospettiva di possibili ampliamenti dell'area protetta, il Piano considera di prioritaria importanza l'acquisizione di biotopi, con particolare riferimento alle zone umide in cui poter svolgere attività didattica e di ricerca.

Informazione ed educazione
Il Piano per il Parco affronta le azioni per l'informazione e l'educazione ambientale rivolte a residenti, bambini, studenti, ricercatori e appassionati, turisti occasionali. Sono previsti centri visita, punti informazione, aree attrezzate, sentieri natura multitematici, itinerari tematici, spazi espositivi, appoggi logistici, valorizzazione di emergenze puntuali lungo i sentieri natura e gli itinerari tematici, strumenti per la didattica e l'informazione.
Il Piano prevede la qualificazione professionale di esperti in grado di sostenere un programma didattico articolato.

Ricerca e rapporti con gli enti
Un Parco Nazionale è per propria natura laboratorio scientifico e sede privilegiata di ricerche. Il Piano sottolinea l'opportunità di passare gradualmente ad un livello di studi che faccia prevalere gli aspetti della ricerca scientifica su quelli della pura conoscenza degli assetti territoriali. Il Piano segnala inoltre alcune ipotesi di lavoro che potranno giovare all'organizzazione delle attività culturali e di educazione ambientale.

I progetti speciali
Il Piano per il Parco si attua anche attraverso lo sviluppo di Progetti speciali orientati su obiettivi specifici:
· Selvicoltura e riassetto forestale;
· Fauna, habitat faunistici e controllo zoosanitario;
· La difesa del territorio e la mitigazione dei rischi (difesa idrogeologica e rischio idraulico, difesa dagli incendi boschivi);
· Sistema zootecnia-produzioni foraggiere;
· La malga modello;
· Promozione delle produzioni (miele, piante officinali, artigianato, marchio del Parco);
· Tutela, salvaguardia e valorizzazione del patrimonio edilizio;
· Sistema informativo territoriale.

Primo problema, le risorse
Le risorse economiche che il Parco può mobilitare non sono certo sufficienti a realizzare tutte le proposte operative che il Piano elenca.
Sono perciò definite le seguenti priorità:
· interventi mirati a riqualificare la presenza dell'uomo nel Parco, soprattutto quelli a sostegno della selvicoltura e della zootecnia e quelli destinati all'educazione naturalistico-ambientale,
· recupero del patrimonio edilizio con precedenza a quello destinato alle funzioni di sorveglianza e poi a quello destinato a funzioni multiple.
E' quindi in questi settori che gli interventi del Parco si sono maggiormente concentrati nei primi anni di attività.

 

 

 

 

 

 

Gli accessi al parco
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Il piano pluriennale per lo sviluppo economico e sociale
Le attività possibili
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