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Il Parco » Interventi e progetti

Il progetto speciale "Fauna" del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi

Il progetto

Il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi (PNDB) occupa la parte più meridionale delle Dolomiti, compresa tra il corso del torrente Cismon e quello del Piave. Con i suoi 31.512 ettari di superficie costituisce una delle aree montane meglio conservate dell'arco alpino orientale, con un'altissima biodiversità floristica e vegetazionale; con l'unica eccezione dello Stambecco ospita tutti i rappresentanti tipici della fauna vertebrata alpina.
Il Piano del Parco (pubblicato nel Supplemento Straordinario alla GU n. 21 del 26.01.2001) definisce gli indirizzi e i criteri per la gestione e conservazione degli ecosistemi e delle biocenosi, ma delega la definizione dettagliata degli interventi, nei diversi ambiti di competenza dell'Ente, ad una serie di "progetti speciali", tra questi quello dedicato alla Fauna.
Il Progetto Speciale Fauna (PSF) è un "Piano di conservazione", che ha lo scopo di analizzare le interazioni tra la fauna e il suo ambiente, individuando misure atte a "conservare" la zoocenosi. Il PSF è quindi un supporto operativo utile all'Ente Parco per pianificare le strategie future in termini di fauna.

Gli obiettivi

Obiettivi del Progetto sono:

  1. valutare criticamente lo stato delle conoscenze faunistiche disponibili per il territorio del Parco;
  2. implementare tutte le informazioni disponibili in un Sistema Informativo Territoriale;
  3. avanzare proposte operative di conservazione, studio e ricerca;
  4. definire le priorità di intervento.

Le proposte di conservazione sono state elaborate cercando di massimizzare l'insieme dei benefici derivabili dalla presenza della fauna e sono state scelte, oltre che per la loro validità ecologica, anche in base alla loro compatibilità con la situazione ambientale e sociale dell'area.
I benefici derivabili dalla fauna in un'area protetta possono essere ricercati in tre diversi ambiti: ecologico, economico ed estetico (Tabella 1)


Tabella 1: I benefici legati alle presenze faunistiche
Ecologico: legato alla stabilità degli ecosistemi naturali Importanza che le specie animali hanno a prescindere dal valore dato loro dall'uomo
Economico: legato agli indotti economici derivabili dalle attività svolte in relazione alla fauna Fruizione culturale e turistica delle specie animali
Estetico: legato all'importanza che l'uomo dà alla semplice presenza degli animali, pur non "utilizzandoli" in modo diretto Soddisfazione interiore che l'uomo ha nell'osservare gli animali anche in modo del tutto casuale o nella sola consapevolezza della loro presenza

Le proposte progettuali e operative individuate hanno tenuto conto del fatto che il Parco è una realtà che va interpretata in un contesto territoriale più ampio, con il quale esistono importanti relazioni ambientali (ecologiche) e umane (socioeconomiche). Un'impostazione di questo tipo è stata voluta nella consapevolezza che ogni azione pianificata o proposta deve necessariamente considerare tutta una serie di fattori non esclusivamente scientifici che, se trascurati, renderebbero inutile o addirittura controproducente qualsiasi sforzo intrapreso. In particolare, nella programmazione faunistica si devono considerare, oltre ai prioritari aspetti legislativi di base, anche le legittime attese di chi sul territorio vive e opera ricordando sempre però che, nel caso di un Parco Nazionale, la gestione della fauna deve necessariamente privilegiare gli aspetti conservazionistici e culturali legati ad un utilizzo indiretto delle popolazioni animali.
Anche per questo motivo, il Progetto Speciale Fauna è stato impostato con un "approccio olistico" nel tentativo di considerare non solo le specie di maggiore "interesse sociale" (Ungulati, Galliformi) ma, nei limiti del possibile, l'intera zoocenosi.
I Taxa che sono stati considerati sono i seguenti: Invertebrati (limitatamente ad alcuni gruppi sistematici), Osteitti, Anfibi, Rettili, Uccelli nidificanti (con particolare riguardo ai Galliformi alpini), Mammiferi, (con particolare riguardo agli Ungulati, trattando solo a livello cartografico i Roditori e gli Insettivori).
Un approccio come quello descritto consente di caratterizzare l'area del Parco rispetto alle zone esterne.
La complessità di un lavoro di questo tipo ha richiesto la costituzione di un ampio gruppo di lavoro, per poter disporre di tutte le competenze necessarie. (Tabella 2)


Tabella 2: Il gruppo di lavoro che ha realizzato il Progetto Speciale Fauna.
Marco Apollonio - Dipartimento di Zoologia e Antropologia Biologica - Università di Sassari Responsabile scientifico e parti speciali sul Lupo
Andrea Mustoni Impostazione tecnica e parti speciali su Orso, Stambecco, Volpe
Barbara Chiarenzi - Istituto Oikos ONLUS- Varese Impostazione tecnica ed editing, parti speciali su Orso, Stambecco e Volpe
Sandro Ruffo e Beatrice Sambugar Parti speciali su Invertebrati
Enrico Marconato - Aquaprogram s.r.l. Parti speciali sulla Fauna Ittica
Andrea Dall'Asta Parti speciali su Anfibi, Rettili, e medi Carnivori
Michele Cassol Parti speciali su Uccelli (tranne Galliformi), Anfibi, Rettili, medi Carnivori
Paolo e Giacomo De Franceschi Parti speciali sui Galliformi alpini
Maurizio Ramanzin - Dipartimento di Scienze Zootecniche Università degli Studi di Padova Parti speciali su Ungulati
Marco Catello Parti speciali su Lince
Pier Giuseppe Meneguz e Luca Rossi - Dipartimento di Produzioni Animali, Epidemiologia ed Ecologia - Università degli Studi di Torino Parti speciali su aspetti sanitari
Simonetta Fuser, Mara Maffei Responsabili settore S.I.T.
Enrico Vettorazzo - Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi Referente per il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi
Gianpiero Andreatta - Coordinamento Territoriale per l'Ambiente del CFS Referente per il Corpo Forestale dello Stato

Risultati
Analisi del Quadro Faunistico
Numerose ricerche condotte negli anni scorsi dal Parco permettono di avere un quadro abbastanza ben delineato delle specie presenti sul territorio, ulteriori indagini sono però necessarie, soprattutto per gli Invertebrati, per i quali sono ad oggi censite solo 446 specie (Tabella 3). Di particolare rilievo è la presenza di specie endemiche tra la fauna ipogea e quella di Rosalia alpina, Coleottero Cerambicide che rientra nell'Allegato II della Direttiva 92/43/CEE Habitat.


Tabella 3: Quadro riassuntivo degli Invertebrati censiti nel PNDB
Phylum Classe Ordine Totale
Anellidi Oligocheta 4
Artropodi Aracnidi Acari 11
Crustacea Copepoda 14
Ostracoda 2
Hexapoda (Insetti) Amphiopoda 1
Coleoptera 87
Diptera 31
Ephemeroptera 6
Lepidoptera 95
Plecoptera 20
Trichoptera 19
Molluschi Gasteropoda 9
Altri molluschi 147
Totale complessivo 446

Fra i Vertebrati sono state censite 204 specie, ma i diversi gruppi sistematici sono stati studiati con diversi livelli di approfondimento. Se per i Mammiferi Ungulati e Carnivori, così come per gli Uccelli e i pesci Osteitti è probabile che siano state individuate tutte le specie presenti, altrettanto non si può dire per Insettivori, Roditori e Chirotteri, per i quali, sono necessari ulteriori approfondimenti (Tabella 4).


Tabella 4. Quadro riassuntivo dei Invertebrati censiti nel PNDB
Classe Ordine Totale
Osteitti (pesci) Cypriniformes 3

Salmoniformes 3

Scorpaeniformes 1

Totale Pesci 7
Anfibi Anura 7

Urodela 5

Totale Anfibi 12
Rettili Squamata 13

Totale Rettili 13
Uccelli Accipitriformes 10

Anseriformes 4

Apodiformes 2

Caprimulgiformes 1

Charadriiformes 6

Ciconiiformes 3

Columbiformes 3

Coraciiformes 2

Cuculiformes 1

Falconiformes 4

Galliformes 6

Gruiformes 2

Passeriformes 80

Pelecaniformes 1

Piciformes 5

Podecipediformes 2

Strigiformes 8

Totale Uccelli 140
Mammiferi Carnivora 10

Chiroptera 2

Insectivora 5

Lagomorpha 2

Rodentia 7

Artiodactyla 6

Totale Mammiferi 32
Totale complessivo
204

Il Parco può vantare la presenza di alcune specie di particolare valenza faunistica: fra i Pesci è da segnalare la presenza della Alborella (Alburnus alburnus alborella), della Trota mormorata (Salmo (trutta) marmoratus) e dello Scazzone (Cottus gobio), queste ultime presenti nell'Allegato II della Direttiva Habitat.
Gli Anfibi, rappresentati dalle specie più tipiche dell'ambiente montano annoverano il Tritone crestato (Triturus carnifex), inserito, con l'Ululone dal ventre giallo (Bombina variegata), nell'Allegato II della Direttiva Habitat; mentre, fra le 13 specie di Rettili, si trovano la Lucertola vivipara (Zootoca vivipara), la Lucertola di Horvath (Archeolacerta horvatie) e, oltre al Marasso (Vipera berus), la Vipera da corno (Vipera ammodytes), inserita nell'Allegato IV della Direttiva Habitat.
Dalle 140 specie di Uccelli censite emerge la presenza, occasionale, del Gipeto (Gypaetus barbatus) e del Grifone (Gyps fulvus), entrambi presenti nell'Appendice I della Direttiva 79/409 CEE Uccelli, mentre alcune specie, come l'Aquila reale (Aquila chrysäetos), il Re di quaglie (Crex crex) (inserito in Appendice I della Direttiva Uccelli e considerato vulnerabile dalla IUCN), e il Gallo cedrone (Tetrao urogallus), sono presenti sul territorio del Parco con popolazioni significative.
Proposte di conservazione e gestione
Le azioni proposte si possono classificare in 4 tipologie:
Azioni di Miglioramento Ambientale (MA): comprendono gli interventi sugli habitat come sfalci o diradamenti, in zone identificate dai professionisti come fondamentali per la/le specie trattate.
Azioni di Monitoraggio di Base (M): azioni svolte periodicamente per mantenere monitorate le popolazioni (censimenti, monitoraggi sanitari, ecc).
Azioni di Gestione Attiva della specie (G): reintroduzioni, eradicazioni, ecc.
Azioni di Ricerca (R): progetti di ricerca propriamente detti e azioni necessarie per l'approfondimento delle conoscenze della fauna del Parco.
Per ciascun intervento è stato definito un livello di priorità (massima, elevata e media) per consentire al Parco di pianificare anche la ripartizione delle risorse economiche disponibili. La difficoltà nel definire un "Indice di Emergenza" da assegnare alle diverse specie, che tenga conto sia dei fattori ecologici che di quelli sociali, non è nuova nella Pianificazione Faunistica. Gli sforzi compiuti in tal senso dal gruppo di lavoro sono riassunti nella tabella 5.


Tabella 5. Criteri per l'Individuazione delle emergenze faunistiche del Parco
La definizione delle priorità è fondamentale per ottimizzare le iniziative di conservazione della fauna. Il compito però si è sempre rivelato difficile, soggetto a interpretazioni personali e quindi a critiche. E' infatti molto difficile individuare e quantificare oggettivamente la serie di parametri, ecologici, biologici e sociali, che concorrono nel rendere una specie "meritevole di particolare attenzione".
Nel tentativo di raggiungere una uniformità (tra Taxa), e per quanto possibile una oggettività nel determinare l'"Importanza" che le specie assumono nel Progetto Speciale Fauna, sono stati presi in considerazione alcuni criteri riassuntivi caratteristici delle loro popolazioni.
A ciascun criterio è stato attribuito un punteggio; la sommatoria dei punteggi riferiti ai diversi criteri porta ad una graduatoria, che individua le specie sulle quali concentrare gli sforzi progettuali ed operativi. Va evidenziato che la graduatoria così ottenuta ha un significato esclusivamente comparativo e non esprime un valore assoluto.
Nella tabella sono riportati i criteri utilizzati ed i punteggi loro assegnati.
Criterio Descrizione Punteggio
1. Distribuzione geografica Valuta gli areali delle specie e l'entità delle loro popolazioni in termini di numerosità di elementi. In tal senso numericamente si è data maggiore importanza a quelle specie che sembrano essere legate più strettamente alle realtà ambientali locali rispetto a quelle più comuni. 5 = Specie endemica
4 =Specie rara in Provincia (oltre che essere rara a livello italiano lo è anche sul territorio provinciale)
3 = Specie rara in Italia (oltre che essere particolarmente rara in Europa lo è anche sul territorio nazionale)
2 = Specie rara in Europa (presente in tutta Europa ma con popolazioni discontinue)
1 = Specie comune in Europa (presente con buona continuità su tutto il territorio continentale)
2. Dinamica della popolazione Il parametro valuta l'attuale andamento delle consistenze numeriche delle singole specie a livello europeo. In questo senso si è dato un alto valore a quelle specie che, a prescindere dalla rarità, vivono una fase di contrazione numerica delle popolazioni rispetto a quelle in continua espansione che risultano avere, sotto un certo punto di vista, meno necessità di attenzione. Traducendo questo concetto in valori numerici, si sono ottenute le classi ritratte a lato. 4 = Specie in regresso generalizzato (numericamente in regresso ovunque sul territorio europeo).
3 = Specie in regresso in Italia (stabile in Europa ma in regresso sul territorio nazionale).
2 = Specie in regresso nella Provincia (stabile in Italia e in Europa ma in regresso sul territorio provinciale).
1 = Specie stazionaria in Europa (numericamente stabile su tutto il territorio continentale).
0 = Specie in aumento in Europa (numericamente in aumento su tutto il territorio europeo).

Non è qui possibile illustrare tutte le azioni di conservazione e gestione proposte. Il quadro sinottico delle azioni è riportato in tabella 6.

Specie Tipo di Azione Azione Priorità Criteri operativi
Trota marmorata G Riduzione competizione con Trota fario massima Recupero mediante elettropesca
Scazzone G Riduzione competizione salmonidi media Recupero mediante elettropesca
Trota marmorata G Riduzione competizione alloctoni (iridea e Salmerino) media Recupero mediante elettropesca
Trota marmorata G Produzione di materiale locale selezionato e ripopolamento della Trota marmorata massima Produzione di materiale geneticamente controllato
Trota marmorata G Regolamentazione del prelievo della Trota marmorata. massima
Scazzone G Ripopolamento della specie elevata Recupero di pesci da corpi idrici vicini, immissione e monitoraggio
Temolo G Ripopolamento del Temolo elevata Recupero di pesci da corpi idrici vicini, marcatura, immissione e monitoraggio
Uccelli G Tutela dei siti di nidificazione Elevata Indennizzi per mancati tagli, costi per spostamento sentieri, ...
Ungulati G Formazione del personale CTA e altri eventualmente convenzionati col Parco (vedi Piano di lavoro) Massima Corsi di aggiornamento, presentazione dei risultati del monitoraggio da parte dei responsabili esterni
Cinghiale G Valutazione di fattibilità ed eventuale controllo degli eventuali nuclei di cinghiali individuati Massima Controllo dei nuclei eventualmente presenti
Stambecco G Reintroduzione media Def. situazione sanitaria Def. Progetto Esecutivo Attuazione del piano di rilasci. Monitoraggio delle neocolonie.
Orso, Lupo G Crescita culturale degli operatori presenti nell’area (Guardie ecc.) in merito all’ecologia e alla distribuzione della specie Media Corsi mirati e partecipazione a convegni ed incontri sul tema
Orso, Lupo G Realizzazione di campagne divulgative nei confronti delle popolazioni locali e dei turisti Media Serate a tema, incontri dibattito, realizzazione di opuscoli ecc.
Orso, Lupo G Congruenza tra criteri di conservazione e gestione delle popolazioni Media Raccordo con Enti e Associazioni impegnate nella conservazione dell’Orso e dei grandi predatori
Orso, Lupo (Lince) G Adeguamento pratiche di allevamento media Raccordo con associazioni di allevatori
Lince G Materiale divulgativo Elevata Pieghevoli, libretti etc.
Lince G Corsi di formazione e divulgativi Massima Incontri con popolazione e personale sorveglianza
Lince G Progetto scolastico Media Incontri con le scuole
Lince G Mostra itinerante Media Foto e poster sulla biologia della Lince
Lince G Gadget Media
Trota marmorata, Scazzone, Temolo M Monitoraggio annuale elevata Campionamenti diretti in siti predefiniti
Anfibi M Aggiornamento dell’Atlante degli Anfibi del Parco Media Aggiornamento dell’Atlante
Rettili M Aggiornamento dell’Atlante dei Rettili del Parco Media Aggiornamento dell’Atlante
Uccelli, Specie rare M Raccolta di segnalazioni di specie rare o di comparsa occasionale nel Parco Media Da affidare al personale C.T.A. e a volontari
Uccelli, nidificanti M Aggiornamento Atlante degli Uccelli nidificanti Elevata
Re di Quaglie M Monitoraggio della popolazione di Re di Quaglie Elevata Da affidare, almeno in parte, al personale C.T.A.
Gallo cedrone M Monitoraggio della popolazione di Gallo cedrone

Fagiano di monte M Monitoraggio della popolazione di Fagiano di monte

Pernice bianca M Monitoraggio della popolazione di Pernice bianca

Coturnice M Monitoraggio della popolazione di Coturnice

Francolino di monte M Monitoraggio della popolazione di Francolino di monte

Ungulati M Monitoraggio generale Massima Adeguamento del sistema di archiviazione dati del CTA, Pianificazione dei rilievi da parte del CTA, Elaborazione dei dati e collegamento al SIT del Parco
Capriolo M Valutazione degli indici di abbondanza del Capriolo in diversi ambienti del Parco Elevata Censimenti primaverili su percorsi e aree campione e/o indici chilometrici d’abbondanza, da utilizzare come indici di tendenza
Cervo M Monitoraggio dell’attività di bramito e di indici di abbondanza Massima In parte integrato nel monitoraggio generale, in aggiunta: censimenti primaverili al faro in collaborazione con le province confinanti, censimenti a vista su aree campione e/o indici chilometrici d’abbondanza, inventario delle aree di bramito
Camoscio M Monitoraggio della tendenza delle popolazioni di Camoscio del Parco Massima Continuazione dei censimenti nelle tre aree campione già definite. Integrazione nel monitoraggio generale e Cordinamento con Province di Belluno e Trento per le aree di confine
Muflone M Monitoraggio dell’evoluzione della consistenza e della distribuzione del Muflone nel Parco Massima Censimento nell’area di estivazione per la stima della consistenza del nucleo. Integrazione nel monitoraggio generale e coordinamento con la Provincia di Belluno per il monitoraggio della distribuzione e dei fattori limitanti la popolazione
Cinghiale M Monitoraggio dei segni di presenza del cinghiale Massima Monitoraggio segni di presenza. Formazione del personale
Mustelidi M Verifica della presenza dei Mustelidi nel territorio del Parco Elevata Indici diretti e indiretti di presenza.
Volpe M Distribuzione geografica e della densità relativa della Volpe Media Transetti standard ripetuti negli anni
Volpe M Analisi dello stato sanitario della Volpe Media
Lince M Monitoraggio di base Elevata Monitoraggio di base almeno durante i mesi invernali
Lepre europea, L. alpina M Monitoraggio di base/Censimenti Elevata Da affidare al personale C.T.A. e/o a volontari sotto il coordinamento di un esperto
Chirotteri M Definizione della presenza specifica e localizzazione delle colonie di Chirotteri nel Parco Elevata
Camoscio M Monitoraggio rogna sarcoptica

Zootecnia M Monitoraggio ruminanti domestici

Tutte M Monitoraggio sanitario passivo

Tutte M Monitoraggio zoonosi

Trota marmorata MA Ripristinare lo stato di naturalità degli ambienti in cui la Trota marmorata era originariamente presente elevata Realizzazione di passaggi per pesci
Temolo MA Miglioramento ambientale elevata Realizzazione di passaggi per pesci
Scazzone MA Deflusso Minimo Vitale per lo Scazzone media Deflusso Minimo Vitale
Scazzone MA Miglioramento della qualità delle acque per lo Scazzone media Miglioramento qualità acque
Anfibi MA Ripristino e tutela degli stagni e degli abbeveratoi Elevata Impermeabilizzazione e ripristino delle principali raccolte di acqua stagnante presenti nel Parco
Uccelli MA Mantenimento di habitat prativi e ambienti agrari Massima Azione sinergica con scopi floristici, paesaggistici e agricoli
Uccelli MA Miglioramento habitat acquatici lungo il Cordevole Media Azione sinergica con obiettivi ittici e ambientali in genere
Fagiano di Monte MA Recupero degli habitat; piano di gestione Massima Localizzazione definitiva degli habitat idonei ad ospitare i miglioramenti; realizzazione di interventi di gestione forestale;
Coturnice MA Recupero degli habitat di alta quota; piano di gestione elevata Localizzazione definitiva degli habitat sfruttati dalla specie; pulizia. diradamento degli arbusti; piano di gestione.
Gallo cedrone MA Recupero degli habitat dei boschi misti; operazioni di diradamento; piano di gestione massima Localizzazione definitiva degli habitat idonei; realizzazione di interventi di gestione forestale
Pernice bianca MA Piano di gestione; indagini sperimentali con raccolta di dati meteo; predazioni ed erratismi elevata Localizzazione definitiva degli habitat sfruttati; individuazione cause di impatto; proposte operative di mitigazione; gestione integrata di turismo e altre attività antropiche
Francolino di monte MA Recupero degli habitat forestali mediante operazioni di diradamento forestale media Localizzazione definitiva degli habitat sfruttati dalla specie;recupero di habitat attualmente in fase di degrado con operazioni di decespugliamento, diradamento e pulizia del bosco
Lince MA Corridoi faunistici Massima Individuare e migliorare i corridoi faunistici
Lepre europea, L. alpina MA Mantenimento di habitat prativi Massima Azione sinergica con scopi floristici, paesaggistici e agricoli
Chirotteri MA Miglioramento ambientale Media
Invertebrati ipogei R Ricerche sulla fauna degli ambienti acquatici sotterranei con riguardo all’individuazione di specie endemiche, rare e vulnerabili Massima
Invertebrati troglobi R Completamento delle indagini sulla fauna troglobia del Parco con particolare riguardo alle specie endemiche e rare Massima
Invertebrati, Coleotteri R Indagine sui Coleotteri dei macereti Elevata
Invertebrati, Ortotteri R Indagine sugli Ortotteroidei Elevata
Invertebrati, Molluschi R Progetto di ricerca sulla malacofauna Elevata
Trota marmorata R Studio della popolazione di Trota marmorata del bacini lacustri del Mis e della Stua elevata Indagine di popolazione laghi del Mis e Stua
V. ammodytes, A. horvathi R Monitoraggio delle specie Media Dati primari di presenza. Progetto curato da un erpetologo
Aquila reale R Studio su Aquila reale Elevata
Rapaci diurni R Indagine Rapaci diurni Elevata
Rapaci notturni R Studio sulla distribuzione e ecologia dei rapaci notturni Elevata
Uccelli, migratori R Studio dei fenomeni migratori attraverso i valichi montani e la Val Cordevole Media
Uccelli, svernanti acquatici R Monitoraggio Uccelli acquatici svernanti Media
Uccelli, ambienti agrari R Monitoraggio Uccelli degli ambienti agrari Media
Picchi R Studio sulla distribuzione ed ecologia delle diverse specie di picchi presenti nel Parco Elevata
Cervo R Selezione di habitat ed impatto del Cervo sulla biodiversità forestale Elevata Messa a punto di un sistema di monitoraggio e avvio dello studio delle interazioni Cervo-foresta (preferenze ambientali, danni alla vegetazione)
Camoscio R Epidemiologia della rogna sarcoptica e dinamica di popolazione del Camoscio Massima Epidemiologia della rogna sarcoptica e dinamica di popolazione del Camoscio
Visone R Verifica dello status del Visone Massima Indici diretti e indiretti di presenza.
Volpe R Analisi dello spettro trofico della Volpe Media Raccolta standardizzata
Lince R Monitoraggio della Lince nel Parco e nelle vicinanze Massima Progetto di monitoraggio
Lepre europea, L. alpina R Valutazione dei parametri ambientali Elevata
Lepre europea, L. alpina R Esame successo riproduttivo Elevata
Chirotteri R Indagine sulle preferenze ecologiche delle specie di Chirotteri nel Parco e determinazione dello status delle popolazioni Media

Legenda
Tipo di azione: G: Gestione della specie; M: Monitoraggio; MA: Miglioramento Ambientale; R:Ricerca
Invertebrati
Pesci
Anfibi
Rettili
Uccelli
Mammiferi

Complessivamente sono state elaborate 84 proposte, così suddivise: 15 Azioni di miglioramento ambientale; 27 di monitoraggio di base; 20 di gestione attiva della specie e 22 di ricerca. Molte tra queste sono già in fase di realizzazione o di avanzata pianificazione.

Sistema Informativo Territoriale
Tutte i dati sulla fauna del Parco sono stati inseriti in un database integrato in un Sistema Informativo Territoriale, che consente la produzione di carte di distribuzione attuale delle diverse specie e permetterà, grazie all'integrazione con i dati già disponibili sulle tipologie forestali e sui consorzi erbacei (derivati dai progetti speciali "Selvicoltura" e "Riqualificazione dei prati"), future elaborazioni attraverso modelli di idoneità ambientale.

Conclusioni
Il Progetto Speciale Fauna è stato impostato con lo scopo di raggiungere due obiettivi principali: fare il punto sullo stato della conoscenza delle specie presenti nel Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi e individuare una serie di azioni da realizzare nel futuro per favorire la conservazione del patrimonio faunistico.
L'intero lavoro è stato impostato nel tentativo di considerare nel modo più completo possibile l'intera zoocenosi presente, pur nella consapevolezza che l'interesse sociale sia fortemente sbilanciato sui Taxa tradizionalmente di più facile percezione ed utilizzo diretto.
Il Progetto Speciale Fauna ha quindi cercato di affrontare anche le problematiche connesse a gruppi faunistici spesso trascurati dalla pianificazione (piccoli Mammiferi, Chirotteri, Carnivori ecc.) che in un'area protetta (ma non solo in questa) dovrebbero avere "pari dignità" rispetto alle specie storicamente studiate

Enrico Vettorazzo - Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi

 

 

 

 

 

 

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