
Che cos’è
È un progetto di ricerca che ha l’obiettivo di incrementare la conoscenza della distribuzione dei sirfidi nell’Italia nord-orientale. Con oltre 500 specie segnalate, la fauna dei sirfidi è la seconda più ricca in Europa. Nonostante ciò, la loro distribuzione in Italia è ancora incompleta e in parte legata a segnalazioni storiche, ormai datate.
Il progetto punta anche a migliorare le conoscenze su alcune specie particolarmente importanti dal punto di vista ecologico: le specie saproxiliche, le cui larve vivono a spese del legno morto in decomposizione.
È un progetto di “citizen science”, che si basa sulla collaborazione volontaria di chiunque voglia contribuire, condividendo le proprie osservazioni sul territorio.
Il progetto è coordinato dal prof. Daniele Sommaggio ed è promosso dal Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi e dall’Università di Modena Reggo Emilia.
Perché i Sirfidi?
Perché questi insetti sono ottimi indicatori dello stato di conservazione degli ecosistemi, inoltre negli ultimi anni si è evidenziato il loro ruolo fondamentale nel favorire l’impollinazione di molte piante. Non è un caso che i sirfidi, insieme alle api selvatiche e alle farfalle, siano inclusi in molti progetti di monitoraggio degli impollinatori in tutta Europa.
La diversità delle larve dei sirfidi è quanto mai ampia e differenziata. Circa un terzo di queste sono afidifaghe, cioè si nutrono di afidi, insetti potenzialmente dannosi per molte colture; in questo modo, le larve svolgono un ruolo importante nel controllo biologico. Altre larve, invece, sono saprofaghe, ossia si nutrono di sostanza organica in decomposizione, favorendone il riciclo. Appartengono a quest’ultimo gruppo anche le larve saproxiliche, che si sviluppano nei prodotti di decomposizione del legno e sono generalmente rare.
Chi può partecipare?
Tutti coloro che desiderano contribuire alla conoscenza e alla conservazione della biodiversità del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi e, in generale, dell’Italia nord-orientale, e che abbiano occasione di visitare aree naturali in Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia ed Emilia-Romagna. Non è necessario avere a priori particolari conoscenze sui Sirfidi.
Grazie ad un costante scambio di informazioni, il progetto vuole favorire l’avvicinamento di un numero crescente di persone a questo gruppo di insetti. Chi parteciperà al progetto avrà la possibilità di incrementare le proprie conoscenze grazie anche al report annuale delle osservazioni effettuate. Per chi lo desidera, vi sarà inoltre la possibilità di partecipare all’analisi dei dati e alla pianificazione delle attività di monitoraggio promosse dalle aree naturali.
Come posso identificare le specie?
L’identificazione dei sirfidi non è sempre facile e spesso alcuni caratteri non sono visibili a occhio nudo o attraverso una foto; tuttavia, molte specie sono facilmente riconoscibili. Tra queste, ci sono diversi sirfidi saproxilici particolarmente vistosi, ma molto rari, poichè associati ad ambienti fragili in rapido mutamento.
Il progetto “Syrphidae del Nord-Est Italia” è stato avviato con lo scopo di raccogliere soprattutto segnalazioni di questo gruppo di insetti.
Come si partecipa?
Osservando i sirfidi che si incontrano sul territorio, fotografandoli, oppure provando a riconoscerne la specie, e quindi condividendo queste osservazioni.
Il modo più comodo e utile per registrare e trasmettere le osservazioni è tramite l’App iNaturalist, associandole al progetto “Syrphidae del Nord Est Italia”.
Come “scovare” alcune specie saproxiliche
In primavera (a partire già da marzo in pianura, un po’ più avanti in collina e montagna) osservate con attenzione i fiori dei Prunus.
Tra le specie che li frequentano c’è Mallota fuciformis, unaspecie saproxilica i cui adulti, che compaiono molto precocemente in primavera, imitano nella forma e nella colorazione un bombo.

A fine estate osservate con attenzione le infiorescenze di edera. In questo periodo ci sono poche piante fiorite e molti sirfidi si concentrano sulle fioriture dell’edera, tra queste le specie saproxiliche dei generi Callicera, Milesia, Spilomyia.

Cosa produrrà questo progetto?
– un database sulla distribuzione delle diverse specie di Sirfidi, che sarà reso fruibile per motivi di conservazione, gestione, educazione, nei limiti e secondo le modalità che saranno decise dagli stessi collaboratori;
– Tutti coloro che parteciperanno al progetto, condividendo le loro osservazioni, riceveranno un report annuale sui risultati preliminari ottenuti e potranno partecipare anche all’analisi definitiva dei dati e alla realizzazione del volume.
Files scaricabili:
File di raccolta osservazioni (solo se non si usa iNaturalist)
