Radiocollarato il primo lupo nel Parco

Dallo studio si ricaveranno anche informazioni utili per la convivenza con gli allevamenti

Allel uci dell’alba del 13 settembre 2022 l’antenna rileva i primi segnali del radiocollare della lupa Novi. Foto Bruno Boz


A settembre ha preso avvio nel Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi uno studio sul comportamento e l’ecologia del lupo attraverso la radiotelemetria satellitare.
La ricerca, finanziata dal Ministero della Transizione Ecologica, nasce dalla collaborazione tra il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi e il Dipartimento di medicina veterinaria dell’Università di Sassari.
Il progetto è coordinato dal professor Marco Apollonio e prevede di dotare alcuni lupi di radiocollari satellitari: strumenti in grado di rilevare e trasmettere ai ricercatori tutti i dati sulle localizzazioni e gli spostamenti degli animali.
Dopo appena una settimana dall’inizio delle attività è stato già possibile mettere il radiocollare a un lupo: un’operazione difficile, che nell’area del Parco non sarebbe stata possibile con gli strumenti tradizionali che utilizzano la rete GSM, per questo motivo è stato utilizzato un nuovo sistema di allerta, messo a punto specificatamente per aree senza segnale telefonico e mai utilizzato prima di oggi in Italia.
L’esemplare radiocollarato è la femmina alfa del branco, che si è riprodotta nella scorsa primavera e che è stata battezzata Novi.
Il radiocollare è stato applicato, all’alba del 13 settembre, sotto il costante controllo di un veterinario, Novi non ha subito il minimo trauma ed è tornata dai suoi cuccioli nel sito di rendez vous. Il collare di cui è dotata può attivare dei sistemi di allerta (proximity sensors e virtual fences), per prevenire attacchi al patrimonio zootecnico o avvicinamenti a insediamenti, utilizzando un sistema già sperimentato con successo in Veneto.
Le informazioni sugli spostamenti dell’animale, che saranno trasmesse dal radiocollare, permetteranno di approfondire le conoscenze sul comportamento dei lupi nel Parco; di raccogliere informazioni sulle loro strategie di caccia, sul numero e sulle caratteristiche dei selvatici predati; di migliorare l’efficacia dei sistemi di prevenzione degli attacchi del lupo al bestiame domestico.
Proprio per quanto riguarda l’ultimo aspetto è significativo il fatto che i gestori dell’alpeggio di malga Erera, che operano nell’area in cui vive il branco di lupi del Parco, abbiano collaborato attivamente al progetto, fornendo supporto logistico per il trasporto in quota dei materiali necessari alla cattura.
Il nome assegnato alla lupa: Novi, è un omaggio alla signora Novella, conduttrice di malga Erera, e a tutti i suoi colleghi allevatori che, in un territorio abitato dai lupi, tengono in vita la plurisecolare tradizione dell’alpeggio.
Di fondamentale importanza, per il successo dell’operazione, è stata la collaborazione del Reparto Carabinieri Parco e del Reparto Carabinieri Biodiversità di Belluno.